
Non sono passati che pochi giorni dal rilascio di Gingerbread 2.3.4 per Nexus S, che anche i possessori del precedente modello Nexus One possono rallegrarsi della disponibilità della nuova versione dell’OS di Google per il proprio dispositivo.
Tuttavia, sullo One, Gingerbread 2.3.4 è carente di quella che è sicuramente la sua novità più pubblicizzata, vale a dire la possibilità di effettuare videochiamate con Google Talk. La mancanza di tale funzione non giunge comunque inaspettata, vista l’assenza di una fotocamera frontale sul telefono. Più inaspettata, invece, l’impossibilità di effettuare perlomeno chiamate anche solo vocali.
Tra le altre novità presenti in Gingerbread 2.3.4, la correzione di parecchi bug, una maggiore durata della batteria ed una maggiore precisione nella rilevazione della posizione via GPS. L’aggiornamento è disponibile OTA.
[Via PCWorld]

Quanto costa produrre uno smartphone? Tableau Software ha condotto un’indagine stimando i costi dei vari componenti scoprendo qualche dato sui terminali di punta del momento. Sotto i suoi riflettori sono finiti l’iPhone 4, il BlackBerry Torch, il Google Nexus One e il Nokia N8.
I terminali più costosi sono il Torch e l’iPhone 4 venduti per 599 $ ma costati, alle rispettive società, 183,04 e 194,05 $. I profitti derivanti dalla loro vendita è del 69,44% e 67,60%. Il telefono che costo di più in termini di produzione e il Nokia N8 con 196,96 $.
La componente più costosa è la memoria, seguita dal display e dai componenti meccanici. Il più economico, invece, è la batteria e il controllo energetico.
[via tableausoftware]

Nei mesi scorsi vi ho raccontato come Google avesse deciso di porre fine al progetto Nexus One, annnciandone il termine della produzione e la vendita solo fino al termine ultimo delle scorte. Subito dopo le cessate vendite tramite negozi e rivenditori, il telefono è risultato disponibile e acquistabile solo tramite il sito Google Developer, presso il quale sono terminate le scorte in tempi record. A quanto pare però non tutto è perso: il Nexus One è di nuovo disponibile alla vendita, ma dovrete essere veloci.
Per ottenerlo bisogna iscriversi al sito Google Developer, ottenere l’account sviluppatore pagando 25 dollari di contributo e il telefono è disponibile all’acquisto sbloccato. Tra contributo di iscrizione e prezzo del Nexus One sbloccato, la spesa prevista si aggira intorno ai 600 dollari; una cifra importante che certamente però non fermerà i collezionisti e coloro che sono rimasti indecis fino all’ultimo minuto.
Ciò che colpisce è che, con tutti i nuovi smartphone di ultima generazione in arrivo, il Nexus One continui ad essere apprezzato e desiderato. Un bel colpo per Google che, se voleva lasciare un segno, ci è perfettamente riuscita.

Di solito siamo abituati a vedere test di resistenza dei telefonini con cadute a un metro di altezza, macchine che li comprimono o cose del genere. SmallSat, invece, ha fatto cadere un Nexus One da 8.500 metri di altezza.
Durante un esperimento volto a comprendere se è possibile usare i componenti hardware dei telefoni per costruire satelliti low cost, SmallSat ha legato uno smartphone a un razzo e lo ha fatto volare a 28.000 piedi. In tutto il tragitto la fotocamera del dispositivo è rimasta accesa per registrare cosa accadeva. Il video di questo volo è presente dopo il salto.
Continua a leggere: Un Nexus One caduto da 8.500 metri di altezza

Molti di voi avranno in tasca un cellulare con schermo touchscreen. Anche se non potrebbe essere così evidente, in questo tipo di smartphone l’elemento strategico è proprio lo schermo. Il display, infatti, oltre a permettere l’accesso alle varie funzioni, è l’elemento che consuma più batteria. Alimentare tutti quei pixel e gestire la gestualità delle dita richiede batterie molto efficienti.
Per questo motivo non lascia sorpresi vedere i vari produttori iniziare una lotta proprio su questo fronte. Mentre Samsung provuome il Super AMOLED e Apple mette in campo uno schermo da 960 x 640 pixel, risoluzione attualmente imbattuta per un cellulare, HTC dichiara di aver preparato uno schermo SLCD (Super LCD) per i modelli Desire e Nexus One.
Lo schermo consuma molto di meno rispetto ai comuni LCD e permette di avere colori più naturali, contrasto pulito e un angolo di visualizzazione maggiore. Secondo Peter Chou, CEO di HTC, lo schermo SLCD non ha nulla di inferiore a uno schermo AMOLED.
[via HTC]
Fin dalla sua uscita Android è stato protagonista di un ciclo di vita del software molto veloce. Da pochi giorni però Google ha dichiarato ufficialmente tramite il comunicato del vice presidente Andy Rubin che i rilasci verranno effettuati annualmente, per dare una maggiore stabilità al mercato. Nonostante questo ci sono persone, come Sven Killig, che in proprio sviluppano funzionalità a dir poco sbalorditive.
Il tedesco originario della Baveria, ha sviluppato un test, dove si notano funzionare periferiche usb esterne. Il video visibile dopo il salto, mostra in sequenza l’utlizzo di una penna usb per la riproduzione di un film, una tastiera, una fotocamera e un monitor collegato attraverso un adattatore da usb a dvi sul quale fa partire un server X11.
Tutte queste periferiche sono state collegate con un doppio cavo ad un hub usb alimentato in modo da fornire l’energia necessaria al loro corretto funzionamento compreso il Nexus One.
L’hardware e il software necessario per mettere in pratica quello che viene mostrato nel video è descritto a questo indirizzo. Sconsigliamo vivamente anche solo di tentare, perché la procedura per farlo è ad esclusivo appannaggio dei più esperti.

Con un ritardo di sei mesi circa rispetto al lancio sul mercato americano arriva anche in Italia il Nexus One, il primo telefono con Android prodotto e commercializzato direttamente da Google. Nonostante il grande clamore suscitato prima della presentazione, il terminale non ha poi riscosso il successo ipotizzato, tanto che è stata rivista la politica di vendita per l’America.
Nella maggior parte dei paesi europei l’esclusiva della vendita è stata affidata a Vodafone che comincerà la commercializzazione in Italia a partire da domani, 28 maggio, così come è stato comunicato ieri attraverso un cinguettio ufficiale su twitter. In una prima fase il telefono sarà disponibile solo per gli acquisti online e nei 17 negozi di proprietà della Vodafone stessa.
Nessuna conferma per quanto riguarda le formule di vendita ma è molto probabile che il Nexus One possa essere acquistato libero da vincoli o in abbinamento ad un abbonamento Più Facile nelle versioni a più altro canone mensile, Medium (50 €/mese), Large (100 €/mese) e Top Club (180 €/mese). In base alle indiscrezioni che circolano in rete gli upfront che verranno richiesti al momento dell’acquisto sono piuttosto elevati, ma comunque allineati con quelli dei modelli BlackBerry e inferiori a quelli dell’iPhone 3GS 32 GB:

La filosofia di base non era male: offrire un telefono solo sul web per aumentarne l’esclusività, rendere l’accesso alla pagine disponibile solo su inviti per renderlo estremamente esclusivo e far si che il primo cellulare diventasse un’esperienza di cui vantarsi negli ambienti Geek.
Invece la strategia di Google non ha preso in considerazione la grande crescita degli Android Phone. L’esclusività sul web ha portato il Nexus One a diventare un grande flop, tanto da spingere Big G a cambiare strategia. Negli USA da oggi si farà come in Europa, si venderà il telefono nei negozi e non sul web.
Niente più inviti o formule per creare esclusività. Chi lo vuole lo paga e lo porta a casa. Dai Google, provaci ancora con il prossimo Nexus.
[via Googleblog]

Quello che potete vedere nell’immagine è un clone cinese del Nexus One, con in funzione una “speranzosa” imitazione del sistema operativo di iPhone, o quanto meno con una buona imitazione della schermata principale dell’OS di iPhone.
Il prezzo di questo clone è di 550 yuan, corrispondenti a circa 80 dollari, un prezzo che non assicura di certo un processore Snapdragon. Le immagini disponibili sono troppo sfuocate per intuire altro, ma probabilmente presto se ne saprà qualcosa di più.
[Foto | M8cool]

Doveva essere l’iPhone killer per eccellenza, invece il Nexus One di Google è stato già etichettato come un flop in piena regola. In 74 giorni di vendita, infatti, negli USA sono state vendute appena 135.000 unità. Un nulla considerando che il Droid di Motorola, con il medesimo sistema operativo, ne vendette 1,05 milioni.
Per evitare il blocco totale del progetto, Google allenta i vincoli di esclusività. Insieme a T-Mobile, infatti, anche Sprint, At&T e Verizon potranno commercializzare il dispositivo. La speranza è che i clienti lo acquistino privi del timore di dover cambiare operatore.
[via computerworld]