Dopo la (quasi) eliminazione delle autoricariche, ecco che i nostri lettori ci segnalano subito una ulteriore rimodulazione da parte di Tim. In questo caso oggetto dei cambiamenti è la sfortunata offerta Maxxi Tim Casa.
Ecco il testo tratto dal sito tim che informa della rimodulazione
“TIM Comunica: a partire dal 6 agosto 2008, lo scatto alla risposta di 16 cent/€ della Tua Maxxi TimCasa passerà a 19cent/€.
Si informano, altresì, i Clienti che hanno diritto, entro il 5 Agosto 2008, di recedere senza penali ai sensi dell’art. 70.4 del D.Lgs. n. 259/2003.”
Di certo la versione Tim delle offerte Vodafone Casa non è stata una offerta particolarmente riuscita: tralasciando l’aspetto economico della tariffa, molti sono stati i problemi che i clienti hanno riscontrato. Configurare il telefono, ad esempio, è stato in alcuni casi un’ardua impresa nonostante fosse tra quelli compatibili, senza contare i problemi di ricerca rete,le sim bruciate o le sim 256k acquistate (costo 10 €) ma inutilizzate. Per risolvere tali problemi la Tim ha deciso di sospendere la commercializzazione dal 7 luglio: per fine mese i lavori di sistemazione dovrebbe essere completati.
[Grazie Frollina!]
Era già un po’ di tempo che le voci circolavano sui forum di telefonia. Da oggi la conferma: è iniziata la fase di rimodulazioni della Tim. I primi clienti a farne le spese sono quelli aventi i seguenti profili tariffari:
Questo il testo del messaggio che la Tim stà inviando in questi giorni agli “sfortunati” clienti:
Dal 6 agosto l’attuale meccanismo di autoricarica cesserà. Aderisci gratis alla nuova autoricarica. Chiama 4916. Per info/recesso senza penali www.tim.it/negozi
Peccato che per ora sembra quasi impossibile riuscire ad avere le informazioni a proposito di questa rimodulazione attraverso i canali indicati nel messaggio: al 4916 la voce guida non indica l’opzione da scegliere per sapere qualcosa a riguardo; il sito internet, poi, non funziona proprio : “Siamo spiacenti. La pagina che hai richiesto al momento non è disponibile…”.
L’ultima risorsa è chiamare il 119. Vi verranno fornite le seguenti informazioni: dal 6 agosto sarà possibile attivare una carta “Autoricarica” della durata di 90 giorni al costo di 1 €, rimborsato entro 24 ore. La carta consentirà di ricevere un bonus di 5 cent per ogni chiamata/videochiamata della durata superiore ai 2 minuti, ricevuta da qualsiasi operatore, e di 1 cent per ogni sms/mms ricevuto.
Continua a leggere: Iniziano le rimodulazioni di Tim: autoricariche addio (o quasi)
È nata come una indiscrezione online, ha poi cominciato ad avere rettifiche e sempre più conferme: l’offerta TIM Tribù a Vitamine cambierà dal prossimo 8 agosto, per tutti i clienti che la sottoscriveranno a partire da tale data.
La convenienza rimarrà solo nominale, ma nella pratica raddoppierà la spesa media per gli utenti. Le vitamine dedicate a voce e videocall saranno unite, così come quelle di SMS e MMS. A questa, che sembra una semplificazione particolarmente azzeccata, si unisce la novità negativa: la vitamina giornaliera costerà 50€cent, quindi il doppio rispetto ad oggi. A raddoppiare sarà anche quella Internet, che in compenso darà 10MB di traffico, anziché gli attuali miseri 5.
Azzerando completamente la rimodulazione positiva precedente, visto anche il pensionamento forzato della tariffa gemella (la Tim Club), torna in auge il vecchio pricing per le chiamate fuori dalla community: non più 19€cent, ma 24€cent al minuto senza scatto alla risposta.
Al di là dell’oggettivo peggioramento, è comunque da segnalare che il divario rispetto alle precedenti versioni di Tribù (per intenderci, quelle da 1€cent) aumenta ancora: una vitamina SMS costerà come 50 invii rispetto alla OLD, come pure bisognerà fare almeno tre chiamate per ammortizzare i 16€cent di scatto che, nell’attuale versione, non si distanziavano molto dal “gettone” da 25€cent. Riguardo agli SMS verso gli altri non c’è paragone: nella prima stesura costavano 9€cent e ora sono stabili a 15€cent.
Tra conferme e correzioni potete seguire le discussioni qui.
Insomma, questa tariffa sembra non trovar pace, avendo subito ciclicamente rimodulazioni piccole e grandi che l’hanno spesso peggiorata o completamente ricostruita.
I lettori più assidui sapranno il filo diretto che mi lega ad alcuni negozianti, sia in forma fissa che come contatto estemporaneo. I commenti piovuti dopo la convention organizzata da TIM qualche giorno fa, sia pubblicamente che direttamente al sottoscritto, si uniscono decisamente sotto la stessa ala negativa e possono essere riassunti come un “ora sarà più difficile vendere“.
Dopo il decreto Bersani, fu portato a vessillo dall’ex monopolista il concetto di “trasparenza”, di convenienza senza sosprese. All’epoca molti addetti ai lavori erano stati abbastanza chiari nel dire cose del tipo “con una perdita di 3-400 milioni dovranno fare marcia indietro“. Effettivamente l’abolizione del costo di ricarica non ha fatto certo gioire le casse dei nostri operatori, pur danneggiando maggiormente quelli più piccoli. TIM ha fatto esattamente ciò che nel settore tutti si aspettavano: pensionare tariffe accattivanti fatte e mantenute a cavallo della rimodulazione (quindi, non di modificarle) e presentarne di altre decisamente più costose, facendole passare per la cosa più cool possibile.
Easy TIM new altro non è che una versione più costosa dell’originale; Tim Club, resasi celebre per lo spot di Persichetti a cui dicevano “paghi solo quello che consumi, senza scatto alla risposta”, non ha trovato eguali; le promozioni stagionali sono peggiorate drasticamente. Tutto questo consci del fatto che i costi di interconnessione stanno per scendere.
Continua a leggere: "Vendere prodotti TIM? Sempre più difficile!": parola dei negozianti
Ho aspettato (inutilmente) l’arrivo di qualche conferma ufficiale, ma l’ADUC ne è convinta: Wind è stata multata per una somma che supera i 100.000€ per le rimodulazioni tariffarie della scorsa primavera.
Nella sostanza pare sia mancanto il rispetto dell’articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni: gli abbonati sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a un mese, di tali eventuali modifiche e sono informati nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni.
Posto che il gestore inglese aveva rispettato il preavviso di 30 giorni, questa sentenza (ripeto, non ancora ufficializzata) spiana la strada verso l’abbandono degli SMS come fonte primaria di informativa.
Vale la pena però fare alcune riflessioni: come riporta PI, una sentenza così imbastita non ritiene illegittime le rimodulazioni, quanto più le modalità. Questo significa che tutti i tentativi di ricorrere verso ogni organo che si era dimostrato competente sono -a conti fatti- inutili.
Inoltre, se le basi su cui nasce la teoria di questa multa sono queste, 3 Italia dovrà attendere poco per ricevere a stretto giro di posta ugual trattamento.
Ultima cosa, forse la più scandalosa: quanti milioni di euro ha guadagnato (e sta guadagnando) Wind aumentando le tariffe a tutti? Tanto o poco che sia, visto che la teoria del “recuperiamo le perdite” non sta in piedi, significa che si conferma una delle tecniche tutte italiane delle grossissime aziende: “io faccio ciò che voglio, poi tanto la multa sarà enormemente più piccola”. La domanda dovrebbe essere girata ad AGCOM e Governo: a quando le multe commisurate al fatturato?
Per quanto possa ringraziare l’autore dell’articolo di Repubblica che si è occupato di 3 Italia per la menzione, lascia l’amaro in bocca leggere tra quelle parole (che potete ritrovare qui) le motivazioni che adduce il gestore a sua discolpa nell’affair rimodulazioni coatte senza preavviso sull’autoricarica.
Innanzitutto spiega che questo cambio di contratto riguardi non più di 5000 utenti che accusa senza mezzi termini di essersi spinti al limite della legalità per stoccare quantitativi così elevati di autoricariche. Aggiunge poi che non sia vero che ci vogliano 30 giorni di preavviso -cosa che però il Codice di Consumo dice con una chiarezza disarmante- per forza di cose antecedenti, tutto dipende dal punto di vista: loro dicono “la scadenza c’è il 31 dicembre 2007, quindi noi ti abbiamo avvisato almeno 30 giorni prima”.
Piccolo commento riguardo soprattutto il primo punto: una cosa è quando io, pinco pallino qualsiasi, inizio a millantare accuse più o meno fondate verso utenti e gestori per una qualsivoglia problematica, altro paio di maniche è quando a farlo è il gestore stesso. Domanda: ci sono voluti due anni per scoprire questi comportamenti poco legali o comunque poco chiari? Non hanno mai testato il servizio eBay che rivendono per scoprire con una banalissima ricerca le decide di USIM 3 Italia in vendita con migliaia di euro?
Ultima cosa: perché non ammettono di essere stati i primi a guadagnare dall’abuso del servizio visto che l’autoricarica è erogata da una parte del costo di interconnessione che loro ricevono e non da un gesto benevolo dell’azienda?
Penso illumini sempre ricordare che in tutto questo periodo, per le sole chiamate voce, il gestore ha incassato 18.76€cent/min +iva per ogni minuto ricevuto da altri. Anche erogandone 10€cent, il resto mica è stato donato in beneficenza?
Chiarezza in più e ipocrisia in meno eviterebbero magre figure ad un ufficio stampa apparentemente in affanno.
Il Dr. Luigi Menghini, rappresentante di SMSClient, ha deciso di indirizzare una missiva a molti destinatari, tra cui spiccano Corecom, Ministero delle Attività Produttive, H3G, diverse redazioni, ecc., e nella quale affronta l’anomalia (chiamiamola pure rimodulazione) effettuata da 3 Italia il 4 ottobre scorso (e di cui vi ho parlato qui) a tutti i clienti con crediti provenienti da autoricarica.
Anche lui, che mi ha inviato copia di questa lettera, porta avanti l’idea che si presupponga un illecito in ciò che il gestore ha fatto. Innanzitutto parte da ciò che il gestore afferma tra le sue pagine (al momento è ancora disponibile):
L’autoricarica illimitata che mi è stata già erogata è soggetta a modifiche?
L’autoricarica ricevuta con validità illimitata non subisce variazioni. Le nuove condizioni verranno applicate all’autoricarica maturata a partire dal 1° Settembre 2007.
Nella lettera continua in modo chiaro:
Se quella del 4.10.2007 fosse inquadrata come variazione contrattuale, si fa presente che ai sensi dell’articolo 22 comma 1 delle Condizioni Generali di Contratto di Maggio 2006, poteva aver luogo solamente trascorsi 30 giorni dalla comunicazione della stessa.
Continua a leggere: 3 Italia e le rimodulazioni in corsa, ecco un punto di vista
Grazie ad un utente che mi ha fatto da gancio, Matteo Carli, sappiamo ora quali sono le motivazioni addotte dal 4940 riguardo l’improvvisa rimodulazione subita questa mattina da migliaia di utenti 3 Italia, come vi ho ampiamente segnalato.
Innanzitutto -mi riporta- gli operatori sono stati informati tra ieri pomeriggio e questa mattina delle mutate condizioni delle offerte tariffarie, come gli è stato ammesso telefonicamente.
La scusa ufficiale è: “nel Decreto Bersani c’è scritto che il credito standard non ha scadenza ma sui bonus non c’è scritto niente”; inoltre, l’operatore è tenuto a scrivere un report della conversazione sull’argomento (segnalando eventuali intenzioni ad adire le vie legali).
Anche avanzare critiche sul fatto che non siano stati rispettati i giorni minimi di avvertimento del cambio contrattuale non ha portato a risultati: l’operatore ha ammesso che Matteo non fosse il primo che gli avanzava una domanda simile, minacciando di ricorrere al Corecom, e che -in ogni caso- a loro non erano state date risposte in tal senso.
Infine, è sempre una nota positiva vedere l’umanità di chi ti risponde. L’operatore infatti ha candidamente ammesso: “io non do assolutamente torto a lei, dopo aver sopportato anche le rimodulazioni”.
Quindi: il numero è a disposizione, ma scordatevi ogni chiarimento. Il gestore si trincea dietro un decreto legge che -almeno in questo caso- nulla c’entra con la situazione. E mentre ci pensate, ricordate che 3 Italia ha già ricevuto le interconnessioni dagli altri operatori, che a conti fatti verranno ora intascati senza problemi.
Qualcosa mi dice che moltissimi inizieranno a fare i travasi con il Pieno Wind…
Ho comunque richiesto la posizione ufficiale al gestore: per quanto improbabile, se dovesse arrivare ve ne darò conto.
Preambolo: “autoricatori folli” è solo un termine provocatorio, nulla di offensivo.
Nel corso di quest’anno 3 Italia è già intervenuta pesantemente nella strutturazione della propria offerta tariffaria, come già ben sapete tutti.
Da questa mattina è stata introdotta un’ulteriore modifica, impercettibile ai più, che però si sta trasformando in una rivolta popolare in tutti i forum internet di telefonia.
Io stesso sto ricevendo un numero impressionante di contatti che bene o male si ripete e che mi spiega in breve cosa sta succedendo, farcito da esternazioni di ogni genere (in tal senso, chiedo venia se non risponderò a tutti).
Nella sostanza da questa mattina 3 Italia ha tolto tutto il credito accumulato a suon di autoricariche nel corso del 2006 (quando le condizioni erano chiare e precise: “ciò che ricevi si trasforma in credito, niente di più niente di meno”) e lo ha trasformato in bonus a scadenza fissata al 31 dicembre 2007.
Sta in queste ore procedendo all’invio di comunicazione via SMS, che però viola il codice di consumo che richiede 30 giorni di preavviso e che quindi la porterà ad essere sanzionata in caso di ricorsi.
È stato attivato anche un numero dedicato, utile per spiegare ai clienti cosa sta succedendo, il 4940, che però al momento risulta ancora inaccessibile.
Questo tipo di ulteriore modifica intaccherà -per essere schietti- solo quelli che hanno stoccato lautissime quantità di bonus (cifre a tre e quattro zeri) nel corso dell’anno 2006 (dico “laute” perché altrimenti nel corso dei primi 10 mesi dell’anno sarebbe stato auspicabile finirle) e che prevedevano di chiamare gratis per tanto tempo ancora. È chiaro che il gestore ha deciso di perdere tutti questi clienti, con relativa pubblicità negativa verso amici e parenti, ma immagino che a conti fatti ora come ora non siano più un guadagno, quanto più un peso (niente ricariche acquistate = niente nuovi introiti), mentre i migliaia di euro guadagnati in interconnessioni e non sfruttati saranno fagocitati in un sol colpo.
Dal lato cliente, oltre alla rabbia, resta però un dubbio: a che conseguenze porterebbe avanzare ricorso con il rischio di vedersi accusare di uso non fisiologico del servizio, con tutte le limitazioni del caso scritte nelle Condizioni generali di Servizio? Anche perché, tranne che uno non abbia un numero da Radio, ricevere per giorni blocchi di migliaia di SMS -come accadeva all’epoca delle TuttoRelax di TIM- è difficile da spiegazione.
Vi fornirò ulteriori aggiornamenti appena possibile.
UPD: la risposta del gestore al numero dedicato la trovate qui.
È indubbio, guardando la tv in questi giorni, pensare “ma che diavolo dicono” ogni qualvolta venga mandato in onda uno spot Wind che pubblicizzi la Super Senza Scatto come la panacea di tutti i mali, perché più bassa in tutto il panorama tariffario nazionale. L’effetto postumo di un’azione di marketing simile è stata quella di far irritare ancor più una base di clienti già inferocita per le condizioni applicate a seguito dell’abolizione dei contributi di ricarica, pesantemente sfavorevole rispetto al passato.
A seguito dell’introduzione di due piani tariffari effettivamente bassi (oltre a quello appena menzionato non va dimenticato Wind 9 Limited Edition - ora offerto anche in retention) il risultato di due mesi di azioni non premeditate è sotto gli occhi di tutti: il gestore ha fatto enormi passi indietro, cercando di colmare un gap -ormai enorme- creato a livello di rispetto mancato verso il cliente. A livello di numeri, viste le azioni intraprese ultimamente dal gestore, se veramente c’era un disavanzo creato dalla mancanza di acquisizione di contributi di ricarica, era giusto colpire solo le opzioni tariffarie.
Continua a leggere: Le offerte che scottano sono frutto di errori di marketing