Fermi non correte a prendere i vostri cellulari, non si tratta di un concorso italiano, almeno per ora. C’è chi ritiene che passare alcune ore al giorno a scambiare SMS con gli amici sia solo una perdita di tempo, ma qualcuno ci ha dimostrato che potrebbe essere un’attività redditizia. Nathan Schwartz, infatti, è riuscito ad aggiudicarsi 50.000 $ scrivendo un SMS senza errori in appena 50 secondi, il tutto all’interno del “National Texting Championship” sponsorizzato da LG.
Il testo era: “Does everybody here know the alphabet? Let’s text. Here it goes… AbcDeFghiJKlmNoPQrStuvWXy & Z! Now I know my A-B-C’s, next time won’t you text with me?” che tradotto suona come “Conoscete tutti l’alfabeto qui? Scriviamolo. Eccolo… AbcDeFghiJKlmNoPQrStuvWXy & Z! Adesso io conosco il mio A-B-C, la prossima volta scambierete messaggi con me?”
Lo studente ventenne ha superato tutti gli altri concorrenti non sbagliando neanche una lettera. LG sta già pensando di portare il concorso anche in altri Paesi, tra cui alcuni europei. Siete pronti a gareggiare? Riscaldate le dita.
[via Forbes]
Quella che vi racconto potrebbe sembrare una storia banale, ma che in realtà fa emergere alcune lacune che chiunque di noi potrebbe avere. Si tratta della storia di Nicola Abati, uno studente universitario di Parma, che qualche settimana fa si è visto tra le mani un verbale perchè parlava al telefono mentre pedalava. Ben 148 € di multa che sono stati notificati per l’infrazione della norma che vieta di parlare al telefono se sprovvisti di auricolare. Lo studente è caduto dalle nuvole credendo non fosse un reato trasgredire la norma a bordo di una bici, ma il comandante dei vigili urbani non ha voluto sapere ragioni. Ora Nicola si è rivolto a Giudice di Pace per il un ricorso.
Questo è solo un episodio tra i tanti, ma sarebbero centinaia i casi del genere. Tralasciando la cafonata di parlare al telefono a bordo dell’auto in movimento, ma ci sono molte persone che credono che fumare mentre si guida non sia reato, che dare la precedenza ai pedoni sulle strisce sia una concessione, che accodarsi dietro le autoambulanze sia una furbata che il codice stradale non contempla.
Ma tornando al caso di Nicola, secondo voi è giusto multare i ciclisti che pedalano mentre sono al telefono?
[via adnkronos]
Finalmente arrivano tempi duri per i bulli nelle scuole. Se provano a vantarsi delle loro “eroiche” gesta su internet rischiano una multa fino a 30.000 €. Lo ha deciso il Ministero della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni in accordo con il Garante della privacy Francesco Pizzetti.
Qualora il contenuto multimediale filmato da uno studente sia trovato in rete infrangendo la privacy dei soggetti filmati, questi potrebbe rischiare, oltre ai provvedimenti disciplinari scolastici, una multa da 3.000 a 18.000 € per i casi più lievi e dai 5.000 ai 30.000 € per quelli più gravi.
Il Ministero fa sapere che non sono punibili i video di uso personale, come la registrazione delle lezioni come supporto dello studio a casa o filmare una chiacchierata tra amici da tenere come ricordo.
Si spera che venga aumentato anche l’impegno degli insegnati e dei compagni di scuola per smascherare e punire il bullismo. Un fenomeno sempre esistito, ancora prima della diffusione dei cellulari.
[via ilsole24ore]
Questa storia inizia durante la festa di compleanno di Shira Barlow, una studentessa di Los Angeles, che riceve in regalo un telefono e una SIM Card. Fin qui tutto normale se non fosse che tutti i weekend, dalle 2 alle 4 di mattina, la ragazza riceve telefonate e SMS che chiedono di Paris Hilton.
Ironia della sorte vuole che uno dei vecchi numeri della ricca ereditiera siano stati riciclati e rimessi nel sistema, una pratica che purtroppo capita anche in Italia.
Shira ha raccontato la storia al Los Angeles Times aggiungendo che continuano ad arrivare richieste di presenza di Paris nei locali e nightclub. La studentessa, comunque, ha deciso di non cambiare numero perchè la cosa non le arreca fastidio, anzi la trova molto divertente e ottima fonte di intrattenimento.
[via Reuters]
Ha dell’incredibile una storia realmente accaduta a un ragazzino della Pennsylvania. L’11 marzo alle 3.12 del mattino, infatti, il quindicenne Cody Webb, preso da insonnia, ha telefonato al servizio automatico telefonico della sua scuola per informarsi sugli orari delle lezioni. Fin qui tutto normale se non fosse che 5 minuti dopo, quindi alle 3.17, un’altra telefonata è giunta alla segreteria telefonica avvertendo della presenza di una bomba nell’edificio.
Il giorno seguente il preside dell’istituto ha collegato automaticamente, tramite i registro delle telefonate entranti, la telefonata di Cody e il messaggio in segreteria, senza chiedere spiegazioni allo studente o effettuare ulteriori verifiche. Allertata la polizia, la tesi del preside è stato subito avvalorata senza ulteriori verifiche, così il povero studente è stato accusato ingiustamente di minaccia con ordino di distruzione di massa e costretto a 12 giorni nel carcere minorile di Westmoreland.
Dopo il chiarimento della vicenda si è scoperto che l’orario della telefonata anonima mancava dell’aggiornamento all’ora legale, quindi effettuato 1 ora dopo la telefonata di Cody.
Si prospetta una causa legale contro la scuola e il distretto di polizia da parte dei genitori del ragazzo.
[via Theregister]