Qualche giorno fa vi sono state presentate le tariffe ADSL di Vodafone, legate alla commercializzazione della Vodafone Station.
La cosa ha creato molta discussione, perché non si può ancora propriamente parlare di rivoluzione: c’è chi le ha bollate come “ridicole”, altri considerandole “completamente allineate con gli altri gestori”, fino a constatazioni più argomentate come “concordo, l’idea non è male, ma lo scatto alla risposta, i limiti di tempo sulle telefonate, i limiti di tempo sulla connessione, la rendono di fatto poco attraente”.
Rimostranze a volte enfatizzate, altre volte pacate, che però avevano come filo logico comune: perché queste politiche commerciali se l’azienda ha acquistato il ramo italiano di Tele2 lo scorso dicembre? La risposta arriva, tra le righe, in un articolo di Repubblica, che menziona le novità sul cambio operatore di telefonia fissa, che diverrà finalmente semplice, trasparente e velocissimo (massimo qualche ora di distacco).
Proprio sul finire del pezzo, parlando degli operatori aderenti, il collega Longo scrive:
“A breve firmerà anche Vodafone, perché dal primo ottobre offrirà la propria prima Adsl e quindi sarà a tutti gli effetti anche un operatore fisso”.
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Nella conferenza stampa che si è tenuta ieri a Milano Vodafone ha presentato un apparato davvero innovativo, forse unico al mondo, con cui tenterà di diventare un operatore a tutto tondo. Attraverso la Vodafone Station, infatti, Vodafone offrirà un servizio voce fisso e mobile e banda larga fissa e mobile in un unico dispositivo, senza necessità di linea Telecom: ci sono tutti i presupposti per realizzare una vera convergenza.
Anche se ancora sconosciuta la proposta commerciale, la Station verrà lanciata sul mercato nel corso dell’estate. Fondamentalemente si tratta di un dispositivo che unisce un modem ADSL 2+, in grado di gestire una banda fino a 20 Mbit, e un modem HSDPA, la Vodafone Internet Key, capace di arrivare a 7,2 Mbit (rete permettendo): il cliente potrà così beneficiare dei vantaggi del proprio contratto per la connessione ad internet non solo da casa via Adsl ma anche in mobilità. Inoltre la Internet Key consentirà di navigare senza problemi anche da casa qualorà non fosse disponibile il servizio Adsl. La connessione del pc potrà avvenire via cavo o in WiFi
La disponibiltà della doppia connessione (adsl e hsdpa) consentirà una rapida attivazione dei contratti, anche in caso di assenza di linea Adsl: sarà infatti possibile navigare in modalità HSDPA sin dal momento dell’attivazione in attesa della disponibilità di una rete Adsl Vodafone. In questo modo anche le zone limitate dal digital divide potranno iniziare ad usufruire dei servizi di banda larga.
Inizialmente sembrava solo una speculazione, arriva oggi la conferma: Vodafone, sia nella divisione italiana che spagnola, ha acquistato le corrispondenti sedi di Tele2 per 755 milioni di euro.
L’offerta, ora al vaglio di entrambe le locali vigilanze alla concorrenza, andrà in porto entro la fine dell’anno e vede -in un sol colpo- cambiare completamente lo scenario telefonico nel panorama nostrano. Abbiamo oggi, tolta 3 Italia, tre colossi convergenti: TIM e Telecom Italia, Wind e Infostrada, e ora Vodafone e Tele2 (che magari diventerà Vodafone fisso o qualcosa del genere, visto che non è stato acquistato l’intero gruppo Tele2).
Convergenza di reti e convergenza di servizi. La cosa però interessante è insita nell’offerta Vodafone Casa Libera: il colosso inglese potrebbe continuare nella sua politica di distaccamento dei clienti dall’ex monopolista, offrendo anche servizi di ADSL (su rete Tele2). Attenzione però: a Vodafone non interessava in primis questo aspetto, vi ricordo che -come gli altri- anche lei possiede un prefisso di preselezione, che avrebbe potuto usare in ogni momento. Sono i clienti di Tele2 l’interesse primario.
Lo stesso discorso -sia chiaro- era stato fatto anche da Tiscali, concorrente in questo tentativo d’acquisto. Peccato, gli è andata male!
Intorno al marchio Vodafone stanno girando attualmente molte speculazioni.
Il gruppo inglese non è la prima volta che viene inserito nel mezzo di scalate di ogni genere o sorta, poi decisamente smentite, tuttavia quelle che stanno avvenendo in questi giorni hanno quasi dell’allegorico.
Mentre possiamo dire di conoscere bene, anche a medio termine, le società telefoniche italiane (su Wind e 3 non metterei però la mano sul fuoco - vedi qui e qui), all’estero gli assets si prendono e si perdono con una facilità incredibile. Speculazione di questi giorni è che Vodafone Group sia interessata alla divisione spagnola di Tele2, principalmente per la rete in fibra ottica di cui è dotata (16000 km circa), su cui probabilmente vuole sfruttare il servizio “Casa” (da poco tornato operativo anche in Italia, grazie ad una partnership con Fastweb).
È chiaro che da qui a dire che Vodafone sia interessata all’azienda anche per la divisione nostrana è stato un attimo, soprattutto per alcuni osservatori italiani.
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Durante la puntata di Report di un paio di settimane fa, che trattava la vendita di Wind da Enel a Orascom, gli animi si erano un po’ alzati, arrivando così alla denuncia dell’azienda di telefonia nei confronti di RAI e Report in primis, ma anche di Tele2, rea di aver sfruttato (con pubblica ammissione) i GSM Box.
Grazie a DMO, che mi ha segnalato di aver raccolto un commento dell’accaduto proprio alla società svedese interessata dal ricorso, vi allego la loro posizione:
Siamo molto sorpresi e sconcertati per la gravità e l’infondatezza dell’azione prospettata da Wind. In relazione ai fatti oggetto delle dichiarazioni di Wind, è prossima la conclusione di un’istruttoria Antitrust che si pronuncerà sull’abusività della condotta di Wind e di altri operatori mobili a danno di Tele2 e degli altri operatori di telefonia fissa. Tele2 valuterà in tutte le sedi le azioni più opportune per respingere le accuse infondate di Wind e tutelare la propria immagine. Come già dichiarato a Report, Tele2 non ha mai acquistato schede SIM e non ha mai incaricato alcun terzo dell’acquisto di tali schede. Come operatore di telefonia fissa, Tele2 si è limitata a comperare servizi di terminazione da operatori alternativi presenti sul mercato e debitamente autorizzati.
Insomma, Tele2 ha il dente avvelenato per la gestione istituzionale della telefonia mobile e fissa italiana: per la prima l’impossibilità di diventare reali operatori virtuali (quelli attuali sono dei semplici reseller) e per la seconda proprio riguardo i costi di terminazione, che non permettono di discostarsi molto dalle offerte date in wholesale da Telecom. Da qui la teoria che le accuse di Wind non siano unicamente infondate, ma anche diffamanti.
L’azienda di Naguib Sawiris sembra non aver digerito bene la puntata di Report, dedicata alle luci/ombre dietro il passaggio di testimone che ha coinvolto Enel e alcuni mediatori.
Direttamente da MF Dow Jones - News Italia può essere letto uno dei tanti comunicati che spiegano le azioni che sta per intraprendere l’azienda: verso la RAI e Report per le “falsità dette sull’acquisto di Wind” e Tele2 per aver candidamente affermato che faceva (e fa) uso di sim Wind nei GSM box.
L’azione di Weather, prosegue la nota, mirera’ a ristabilire la verita’ dei fatti in relazione alle notizie fornite relativamente all’acquisto di Wind da parte di Weather Investments, dimostrando che ogni passaggio di detta acquisizione e’ stato perfettamente documentato, che essa e’ conforme ai piu’ elevati standard internazionali e che non vi e’ stato alcun abuso riconducibile ad attivita’ di insider dealing.
“Naguib Sawiris, Presidente del Consiglio di amministrazione di Weather, Wind e Orascom Telecom Holdings agira’ in giudizio per respingere le accuse personali e discriminatorie rivolte alla sua persona. L’azione di Wind contrastera’ le gravi, infondate e comunque errate accuse rivolte alla societa’, dimostrando, fra l’altro, le positive performance economiche e finanziarie di Wind dopo l’acquisizione da parte di Weather e la concreta attivita’ di protezione svolta dalla societa’ a favore della sicurezza dei propri clienti. Verranno parimenti avviate azioni legali dalle persone fisiche operanti in Wind e diffamate dal programma”.
Wind intende inoltre agire contro Tele2 per i danni subiti a causa dell’uso dichiarato da parte di Tele2 delle carte Sim Wind nei GSM box.