Dopo le dimissioni del presidente di Samsung, Lee Kun-Hee, lo scorso aprile, arriva la rinuncia al comando anche per l’amministratore delegato Yun Jong-yong e per il direttore generale della sezione semiconduttori Hwang Chang-gyu. Il cambio dei vertici aziendali, in questo caso, non è da collegare direttamente allo scandalo dell’evasione fiscale che ha colpito il presidente, ma sono semplicemente atti di correttezza nei confronti degli azionisti.
Samsung, che è leader mondiale per gli schermi e memory chip, oltre ad essere uno dei maggiori produttori di cellulari, non ha perso valore in Borsa nelle ultime ore. Gli investitori non considerano un pericolo il cambio dei vertici aziendali.
[via Reuters]
Telecom Italia cambierà i suoi vertici: si passerà da Pistorio a Galateri come presidente e da Ruggero a Bernabè come amministratore delegato.
Questo il flash apparso pochi minuti fa sulle maggiori testate. Non una conferma, ma una dichiarazione di intenti da parte di Mediobanca, sua azionista.
A noi interessa soprattutto per la commistione di stili presente al momento tra la versione fissa Telecom Italia e quella mobile TIM; una cosa interessante da tenere a mente è che con un cambio così ampio di vertici, a seguito del passaggio di proprietà di un’azienda, ormai non più legata a Tronchetti Provera, molte cose potrebbero cambiare. Lo stesso Riccardo Ruggero è in quella posizione dal lontano 2002 (contro un’altalena costante della figura del presidente).
Ad annuncio avvenuto, basterà dare un occhio alla risposta dei mercati di borsa per capire se l’attuale cambio di vertici sarà apprezzato dagli investitori. Noi, da clienti, vedremo gli effetti -probabilmente- tra qualche mese.
UPD: “recuperare il ritardo con investimenti sulla rete di nuova generazione”, questa la volontà delle nuove nomine di Telefonica, secondo il TG5 già definitive.