
Secondo le recenti previsioni, il traffico dati dei cellulari crescerà fino a 4,56 milioni di terabyte entro il 2012. Una quantità enorme che lascia comprendere quando questo fenomeno sia destinato a diventare grande ed esteso. Per tale motivo, per evitare la saturazione delle reti, si potrebbero utilizzare degli hotspot WiFi disseminati per il territorio nazionale e internazionale.
Per tale motivo la Wi-Fi Alliance ha attivato un sistema di certificazione degli hotspot per portare i seguenti vantaggi:
Secondo le stime della Wi-Fi Alliance la certificazione porterà alla costruzione di 750.000 hotspot nel mondo entro il 2014.
[via Wi-Fi Alliance]
Si pone in diretta concorrenza con lo standard Bluetooth la nuova evoluzione del Wi-Fi, presentata alcune ore dalla Wi-Fi Alliance con tanto di video e documentazione dedicata a curiosi e consumatori.
I dispositivi, cellulari e non, che utilizzeranno tale tecnologia, saranno in grado di connettersi gli uni con gli altri in maniera diretta, rendendo lo scambio di dati semplice, facile e velocissimo. E con lo scambio di dati, tutta una serie di attività, quali giocare, stampare, sincronizzare video e audio, visualizzare immagini o filmati, ecc. I dispositivi si possono connettere o uno-a-uno, oppure in gruppo. Tutte le connessioni sono stabilite in WPA2. Il bello di tale nuovo protocollo è che esso, per funzionare, necessita di un solo device compatibile con Wi-Fi Direct, con cui formare un gruppo che può includere, dunque, anche apparecchiature equipaggiate con lo standard Wi-Fi già esistente.
A differenza della vecchia modalità Wi-Fi Adhoc, che funzionava solo per connessioni uno-a-uno, era difficile da impostare e raggiungeva una velocità massima di 11Mbps, il Wi-Fi Direct può sfiorare i 250 Mbps. Impressionante anche la distanza a cui i dispositivi si riuscirebbero a sincronizzare, secondo la Wi-Fi Alliance, che parla di 200 metri. Altra buona notizia, il nuovo protocollo è in grado di ottimizzare la longevità della batteria dal 15 al 40 percento in più rispetto a quello attuale.
I primi chip in grado di supportarlo dovrebbero già essere disponibili entro fine anno. si prospettano tempi duri per il Bluetooth?
[Via Wi-Fi Alliance]
Tutti lamentano dello scarso sviluppo del WiFi in Italia. Tutta colpa di una legge: la 155/2005 detta anche Legge Pisanu. Nata alla luce degli attentati delle Torri Gemelle americane, il testo normativo prevede regole molto rigide per l’uso del WiFi.
L’articolo 7, nello specifico, vieta il WiFi aperto per evitare di dare ai “presunti terroristi” la possibilità di avere uno strumento per comunicare. I coffee shop, ad esempio, hanno bisogno di un particolare permesso dalla Questura e devono schedare, conservando tutte le informazioni in merito, tutti coloro richiedono l’accesso alla rete.
Una legge ingiusta, attiva solo in Italia. Un recente accordo bipartisan, quindi voluta sia dalla destra che dalla sinistra, tenta di abrogare la Legge Pisanu. La proposta è stata redatta dai parlamentari Gentiloni, Lanzillotta e Barbareschi. Franco Bernabè, amministratore di Telecom Italia, si è dichiarato contro l’abolizione ma a favore di strumenti di identificazione degli utenti più rapidi.
Ci auguriamo che una modifica sia effettuata quanto prima in modo da poter utilizzare i nostri dispositivi mobili con le reti WiFi aperte.
[via webmasterpoint]

Dopo averlo visto in azione nella nostra recensione, JoikuSpot torna a far parlare di se con una nuova comunicazione. La versione per i dispositivi Maemo 5.0, al momento montata solo su Nokia N900, è ufficialmente sbarcata su Ovi Store.
Tramite il proprio terminale, con l’utilizzo del credito o l’addebito in bolletta, sarà possibile acquistare la versione Premium del software che trasforma lo Smartphone in modem router Wi-Fi. Il prezzo è di 10€ come per la controparte Symbian, la quale è disponibile alla pagina dedicata.
Per acquistare JoikuSpot per Maemo, vi rimandiamo all’apposito link su Ovi Store. Tuttavia, se non avete grosse esigenze, vi invitiamo prima a provare Mobile Hotspot, gratuito e con le stesse funzionalità di base.

Ricordate il sondaggio di HTC per il nome del nuovo smartphone con Android? Bene, quel nome è stato scelto e si è trasformato in un dispositivo con Android 2.1 simile al Desire ma pensato per portare l’esperienza di HTC Sense anche ai giovani.
Per questo Wildfire sarà probabilmente economico nonostante uno schermo da 3.2 pollici, modulo telefonico HSDPA, GPS, Wi-Fi, fotocamera da 5 megapixel con flash LED, processore da 528 MHz, jack da 3.5 mm e microSD.
Non mancheranno le applicazioni “social” e il widget per raccomandare le applicazioni di Android Market via mail, sms o social network. HTC Wildfire arriverà il terzo quarto del 2010 ma non è ancora stato definito il prezzo.
[via unwired]

Sembra che ci sia stato un altro cambio di nome per lo smartphone quadrato di Motorola con Android 2.1: se prima si chiamava “square” e dopo si è chiamato “twist“, adesso si chiama Motorola Flipout.
Almeno stando a Gizmodo Brazil che ci offre questa immagine del nuovo meccanismo di slide della tastiera mentre dovrebbero rimanere invariate le caratteristiche tecniche.
Avremo quindi un processore da 700 MHz con 512 MB di ROM e 256 MB di RAM, GPS, WiFi, tastiera QWERTY, schermo da 2.8 pollici, fotocamera da 3.1 megapixel e modulo telefonico HSPA.
Android, come già anticipato, sarà in versione 2.1 con MotoBlur 1.5 e chiudono la dotazione Bluetooth, browser multitouch, micro SD e jack cuffie.
Continua a leggere: Motorola FlipOut (ex Twist, ex Square) con Android 2.1
Qualcuno dice che sarà il prossimo modello della serie Nexus di Google, ma intanto lo intravediamo negli archivi della FCC dove è stato richiesta la certificazione per il WiFi. Il Motorola MB810 Shadow è un dispositivo con schermo touchscreen e tastiera QWERTY. Assomiglia un po’ al modello Droid ma il design appare più pulito.
Lo schermo capacitivo è ampio 4,3″, mentre la fotocamera dovrebbe essere di 8 Megapixel con autofocus. A questo punto dovremmo vederlo con Android, ma attenderemo la presentazione ufficiale per saperne di più.
[via PhoneDog]

A ridosso del WES arrivano due conferme sui nuovi modelli di smartphone: BlackBerry Bold 9650 e BlackBerry Pearl 3G.
Partendo dal Bold 9650 ci troviamo con uno smartphone UMTS con la solita fotocamera da 3.2 megapixel, GPS e Wi-Fi. Nessuna informazione sul sistema operativo montato anche se si aspetta speranzosi l’annuncio del primo smartphone con OS 6.0.
Stessa storia per il Pearl 3G, nome ufficiale del Pearl 9100 che avrà Wi-Fi, fotocamera da 3.2 megapixel e GPS in un case più piccolo e tascabile.
Il Bold 9650 arriverà in USA in Maggio mentre il Pearl non ha ancora una data di lancio oltreoceano. Non ci resta che aspettare il WES per saperne di più sulla versione europea…
[via unwired]

JoikuSpot, il programma che trasforma il proprio Smartphone in un modem Wireless universale per ogni computer e dispositivo mobile, è stato recentemente rilasciato anche per Nokia N900. La versione dedicata ai dispositivi con Maemo 5.0 è stata appena aggiornata alla versione 1.1.
In questa nuova versione sono stati risolti diversi e non precisati bug, oltre all’ottimizzazione dei consumi che vanno ad intaccare l’autonomia del dispositivo. La versione 1.1 di JoikuSpot per Nokia N900 è gratuita per chi ha già acquistato la precedente, mentre è acquistabile presso il sito ufficiale per 9€.
La novità più interessante, però, riguarda gli utenti Symbian interessati alla versione Premium del programma sopracitato. Infatti, è possibile acquistarla sottocosto presso lo Store di SymbianGear (dello stesso network di Handango) a soli 4,95€ sulla pagina dedicata.

L’abbiamo affrontata a più capitoli, questa storia del cambiamento dell’informazione in mobilità. Eppure, è successo che con l’arrivo di iPhone (che a detta di Apple “si basa su tecnologie avanti anni luce“) tutte le più importanti e prestigiose testate giornalistiche si sono precipitate su di esso.
Non che fosse certo una novità: i principali quotidiani nazionali ed internazionali possedevano già da anni i siti mobili dedicati. Però con iPhone è scattata quella molla chiamata Application Store, una vera e propria mania che ha spinto gli utenti di ogni tipologia a scaricare centinaia di software di ogni genere, sul proprio cellulare. Dopo i timidi tentativi, Corrire della Sera ha, definitivamente, optato per un abbonamento premium che consente l’accesso ai propri contenuti.
Questa importante decisione, anticipata da un’interessante ricerca svolta da Nielsen (nella quale il 32% degli utenti europei sarebbero disposti a pagare per l’informazione online), ci colpisce per svariate novità. Ma prima di esternarvele, vogliamo tornare al punto: Corriere della Sera, edito dalla RCS, ha definitivamente reso a pagamento l’accesso in mobilità, da qualunque canale (sia esso sito mobile che applicazione per cellulare), dei propri contenuti.
Sia che vi accediate da applicazione (iPhone, BlackBerry, Symbian, eccetera) che dal sito mobile; Corriere della Sera necessita di un abbonamento settimanale di pochi euro per la consultazione. Questa tendenza sta per essere ripresa anche da un altro Big, edito dal Gruppo Editoriale L’Espresso, La Repubblica. Quest’ultimo tuttavia, permette ancora la lettura gratuita dal portale mobile che Corriere non offre, se non tramite (almeno per ora) il sito tradizionale.
Parlando dell’aspetto prettamente economico, i costi variano in base alla tipologia di utenza. Mi spiego meglio: se siete clienti Vodafone e Tim, è possibile acquistare per 2€ settimanali il ticket entry; mentre per le applicazioni BlackBerry e Vodafone 360 è previsto il pagamento di qualche euro per il software in se, più un abbonamento che verrà reso disponibile nei prossimi mesi. Discorso analogo per iPhone, iPod touch e prossimo iPad: applicazione gratuita con accesso per 2 settimane più 4,99€ per le successive, oppure 11,99€ trimestrali o 44,99€ annui.