Samsung prende in giro gli utenti Apple e la cosa paga

Se un singolo tweet, sebbene provenga dal miliardario Carl Ichan, può spostare milioni e milioni di dollari in azioni Apple, uno o più spot possono spostare i gusti e le preferenze di milioni di consumatori.

Samsung spot Apple fanboy

 

È quanto sostiene Samsung che, nel recente assalto, si è prodigata in una serie di pubblicità che non solo promuovevano i suoi pur molto validi prodotti ma spesso prendevano in giro i concorrenti e gli utenti degli altri marchi.

Creatività contro i fanboy


Manco a dirlo il bersaglio preferito era, ed è, Apple, il concorrente più temibile per l’azienda coreana e quello per il quale la gente fa ancora le, secondo  Samsung ridicole, file fuori dai negozi ogni qualvolta esce un prodotto nuovo.

Ebbene tutte queste creatività nei mesi hanno pagato, ossia l’azienda asiatica è riuscita ad incrementare i propri profitti e, non a caso, a diventare il numero 1 mondiale nel campo della telefonia mobile.

Nello specifico è Arno Lenior, responsabile del marketing di Samsung in Australia, ad affermare che la campagna del 2011, quella in cui sono stati presi in giro gli utenti Apple ha fatto raggiungere un livello del tutto nuovo.

Apple contro tutti gli altri


La contrapposizione tra fanboy - categoria bistrattata un po’ da tutti gli altri a dire il vero per la loro eccessiva fedeltà, quasi religiosa, al marchio della mela - e utenti Samsung che per primi hanno messo in dubbio la necessità estrema dei prodotti creati a Cupertino ha segnato un punto di rottura, in tutto il pianeta non solo nel mercato australiano.

Samsung, il leader visto come outsider


Il fatto che la gente veda Samsung ancora come outsider, come sfidante del potere precostituito, anche se in realtà le cose sono esattamente all’opposto, rende il brand preferibile a tutti quelli che vogliono uscire da un cliché, anche se sappiamo che la diffusione dei prodotti Android, che sono in buona parte creati proprio da Samsung, è ben maggiore di quella di tutti gli altri.

Toccherebbe ora ad Apple, casomai, creare degli spot contro la moda di acquistare i prodotti del brand concorrente, il più potente oggi sul mercato.

Via | AdNews

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