Dati di vendita: Nokia fa 8,8 milioni, iPhone 33,8 milioni e Samsung 1 milione al giorno

Checché ne scegliate i dati di vendita parlano di un settore in salute. Al bando le storiche diatribe iOS-Android con Windows Phone come outsider e BlackBerry che arranca, ormai nel mirino di Facebook, tra gli altri.

nokia microsoft data

 

Quel che emerge dai dati di vendita dei vari trimestri, e l’ultimo non fa eccezione, è un settore florido e il vero boom deve ancora arrivare con l’ultimo trimestre dell’anno, quello storicamente più fruttuoso.

Nokia riprende quota


Nokia fa sapere che ha venduto 8,8 milioni di dispositivi nel terzo trimestre del 2013, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012. Ottimo lavoro di Microsoft che ne sviluppa il sistema operativo, se si parla di Lumia, ed ha acquisito il ramo d’azienda che si occupa proprio dei telefoni.

Apple e Samsung volano


Anche Apple fa bene in termini numerici: 33,8 milioni sono gli iPhone venduti nel trimestre contro i 26,9 milioni dello stesso periodo del 2012 e intanto il 5,5% del totale degli iPhone è 5s o 5c.

A gonfie vele la solita coreana Samsung, come sempre, che riesce a vendere qualcosa come 1 milione di pezzi al giorno tra telefoni e tablet, un dato davvero impressionante, vicino al milione e passa di attivazioni che Google con Android riesce ad effettuare quotidianamente, almeno qualche tempo fa.

Cinesi gli outsider e Blackberry nel baratro


Cinesi in grande spolvero, con Huawei a portare la bandiera, lo diciamo spesso, e con prospettive ancor più rosee per l’immediato futuro anche europeo. In tutta questa festa dei costruttori l’unico che piange è BlackBerry che con BlackBerry 10 non ha sfondato, continua a licenziare personale e adesso, come detto sopra, entra nella sfera d’interesse di Facebook, dopo essere stato in quella di Google ma anche di molti altri possibili compratori.

Evidentemente la bontà dei recenti numeri di BBM, che su iOS e Android sta facendo bene con oltre 20 milioni di download in una settimana, non basta a salvare dalla crisi l’azienda di Waterloo, ancora alla ricerca d un futuro certo.

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