Microsoft contro Motorola: 9 brevetti infranti e la guerra degli smartphone si fa sempre più dura


Negli ultimi anni abbiamo visto sempre più competitivo il mercato degli smartphone, i super cellulari che ormai hanno rimpiazzato il classico “telefonino”. Una vera e propria guerra che si combatte sia dal fronte dell’hardware che da quello del software.

Se nel primo caso “basta” inserire caratteristiche tecnologiche d’avanguardia come il GPS, fotocamere sempre più performanti e processori da computer (siamo arrivati a 1 GHz e già sono pronti i prototipi che superano questa potenza) e video in alta definizione, nel caso del software i fattori differenzianti sono più difficili da trovare.

A livello di sistema operativo, infatti, bisogna escogitare un modo per legare bene il software con le caratteristiche hardware e condire il tutto con un’interfaccia utente semplice ma moderna e ricca. Con Windows Phone 7, il sistema operativo per smartphone che Microsoft lancerà l’11 Ottobre, il lavoro sull’interfaccia è stato pensato per cambiare i paradigmi attuali e tentare di offrire un prodotto che pensi al futuro.

Un’altra frontiera nell’evoluzione del software per smartphone riguarda il web e le possibilità di sincronizzare i propri dati (e-mail, contatti, appuntamenti e altro ancora). Proprio questi sono i punti principali di un’azione legale di Microsoft contro Motorola e i suoi nuovi smartphone con Android, il sistema operativo di Google.

Da Redmond, infatti, fanno sapere che sono nove i brevetti Microsoft infranti e, ad ascoltare le voci dei più maliziosi, si potrebbe pensare che la causa sia un metodo per tentare di spianare la strada a Windows Phone 7, ultimo arrivato tra i sistemi operativi mobile di ultima generazione (iOS di iPhone, Android e BlackBerry OS 6.0).

Escludendo RIM (che produce i BlackBerry) e Apple, entrambi creatori dei sistemi operativi proprietari, il sistema di Microsoft sembra il rivale perfetto per Android. L’azienda, però, venderà il proprio sistema operativo mobile ai produttori di smartphone, a differenza di Google che concede gratuitamente la licenza d’uso.

In questa guerra per il mercato della telefonia mobile Microsoft ha già subito una sconfitta dal rivale. La linea di cellulari Kin, brandizzata con il marchio dell’azienda, è stata un fallimento rispetto al googlefonino che Google ha marchiato a proprio nome.

Sconfitta sull’hardware, Microsoft ha scelto di seguire solo la via del software e ha iniziato a proporre Windows Phone 7 ai principali produttori, collaborando con loro e “obbligandoli” – allo scopo di avere risultati qualitativamente soddisfacenti – a delle specifiche minime e a una collaborazione fra le parti. Fra i produttori che hanno accettato, però, non troviamo Motorola, restia a creare smartphone Windows specie ora che si è risollevata grazie a Android.

Ecco il contesto dove inserire la tattica legale di Microsoft: un attacco diretto alla pecora nera, colpevole di tradimento dopo svariati modelli con OS mobile marchiato Windows, e vittima da colpire, spaventare e, magari, accogliere successivamente come un benevolo padre offrendole una seconda possibilità per scegliere Windows Phone 7.

Tattica questa che sembra più un’azione di intelligence e che ci mostra quando sia vera la definizione del mercato degli smartphone come un vero e proprio campo di battaglia. La conquista passa sì da armi tecnologiche e fidelizzazione dell’utenza, ma anche da tante cause legali… tanto più se pensate che sono aperte cause anche di Apple contro HTC (attiva sia sul fronte Android che sul fronte Windows) e di Oracle contro Google, proprio per Android.

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