L'app della settimana: il nuovo Foursquare 8

Ho sperimentato il nuovo Foursquare, che perde i checkin ma guadagna un motore per i suggerimenti intelligente. Vale la pena usarlo?

Recensione del nuovo Foursquare

Foursquare 8 è arrivato da qualche giorno sul Google Play Store, e ha cambiato parecchio del suo “approccio alla vita”. Non ci sono più i checkin, per prima cosa, poi le recensioni, i commenti e le amicizie sono diventati più importanti. Lo potremmo quasi definire un motore di ricerca social per il vostro prossimo locale trendy - o per quella deliziosa, semisconosciuta “trattoria della nonna” che ha sempre eluso la vostra attenzione, pur passandoci davanti ogni mattina.

Foursquare non vi consiglia cose a caso. Dovete spiegargli pian piano cosa vi piace, e lui saprà suggerirvi dove andare a parare. Se siete in una città sconosciuta oppure davvero davvero in ritardo e non avete voglia di nulla di particolare, allora vi dovete fidare di questa app. Vi leggerà in testa e vi consiglierà il posto giusto.

Niente più checkin


Inutile da dire, il gioco social dei checkin è defunto, messo in ombra dagli automatismi e dall’ossessione generale per i Like di Facebook.

Ma non importa: Foursquare è sempre stato più utile per i commenti, a mio parere. Ricordo di averlo già usato così un paio d’anni fa - una volta, a Berlino, non ero certo di un ristorante, e Foursquare ha sollevato i miei timori e mi ha permesso di godermi una fantastica cena etnica “fusion” a pochi euro.

Per questa ragione non mi preoccupo molto dell’utilità di Foursquare. I checkin ora vivono nella sua app secondaria, Swarm, e nell’app principare restano solo le raccomandazioni. Che è quello che mi è sempre piaciuto di Foursquare.

Foursquare continua a seguire dove andate, grazie a un software chiamato Pilgrim, che ci individua anche quando non siamo sull’app o senza GPS.

Come funziona


Una volta avviato il nuovo Foursquare, l’utente si trova davanti un’interfaccia disposta a “nastri” orizzontali. In cima c’è il menù principale con l’icona “F” per suggerire all’app qualche nuovo gusto e accanto quella per lasciare un commento o recensione.

Suggerire i propri gusti è diventato il vero cuore pulsante di Foursquare. I gusti sono rappresentati come tag, e sono stranamente dettagliati e particolari: robe come ostriche, muffin, branzino o cioccolata. Esempi di cibi da gourmet o semplici pasti - ma quasi sempre alimenti specifici. In questo Foursquare ha assolutamente ragione. Quando abbiamo fame non cerchiamo del “cibo”, cerchiamo quello che ci soddisfa di più, o un tipo di locale specifico (per una festa di laurea, per esempio).

Subito sotto al menù principale troviamo la mappa della zona e il box della ricerca. Un altro “nastro” elenca una serie di macrocategorie rilevanti ai nostri gusti: cibi, caffè, vita notturna, ecc. Sotto ci sono altre due sezioni, abbellite da foto tratte dalle recensioni: posti “ottimi” nelle vicinanze, o anche posti che rispondono ai nostri gusti.

All’inizio, insomma, Foursquare è piuttosto generico, ma sin da subito ci chiede di entrare nel dettaglio di quello che ci piace mangiare. Tanto dettagliato che - sempre se la vostra città è recensita nel dettaglio - pur stando nello stesso posto voi, un perfetto sconosciuto, la vostra ragazza e persino il vostro gemello dovreste avere un set di suggerimenti del tutto differenti.

In conclusione


Foursquare è cambiato, e la maniera di usarlo oggi è completamente diversa. Era un cambiamento necessario per la sopravvivenza dell’app, e l’utente sembra averci guadagnato.

L’elemento sociale è comunque sopravvissuto. I vostri suggerimenti, una volta compilati e pubblicati, diventano come degli “achievement”. Se fate dei commenti interessanti sui locali da aperitivo della zona e sono apprezzati, otterrete il titolo di “esperto di aperitivi”, per esempio. Ci sarebbe bisogno di una maniera simile a quella di Spotify per “followare” l’utente, tuttavia.

Purtroppo, se vivete in un posto dimenticato da Dio ho per voi una pessima notizia: è dimenticato anche da Foursquare. L’app vi sarà utile solo in una grande città, con una popolazione sufficientemente densa.

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