Good2Go, l'app è stata ritirata da Google Play Store e bandita dall'Apple App Store

L'obiettivo di Good2Go è quello di ridurre le aggressioni a sfondo sessuale, i problemi di comunicazione e quelle che definisce come "attività di cui poi ci si pente". Prende di mira i "giovani adulti", ma non credo proprio si possa imporre, perchè il suo modus operandi è francamente imbarazzante.

Good2Go, un'idea interessante, una pessima realizzazione

Apple ha deciso di ritirare Good2Go dal suo store dopo averla analizzata e trovata mancante nell’aderenza alle sue linee guida su “buon gusto e obiettiva sgradevolezza”.

Good2Go, che come spieghiamo qui sotto è una app pensata per facilitare e rendere più sicuri gli approcci tra persone di “età universitaria” (Quella che in USA va dai 18 ai 21 anni per intenderci), ha avuto una vita operativa particolarmente breve nel mondo di iOS, solo due settimane. L’idea era quella di consentire ai giovani sesso più sicuro, meditato e ponderato, ma l’attuazione (riempire un questionario su quanto sei ubriaco e impulsivo) lasciava parecchio a desiderare.

C’è anche il problemino della raccolta di dati non regolamentata - Good2Go era essenzialmente in grado di registrare quante volte fai sesso e quanto sei ubriaco quando lo fai.

A seguito della decisione di Apple, la creatrice Lee Ann Allman ha deciso di chiudere il sito e di ritirare l’app anche dal Google Play Store. Ma la Allman non ha gettato la spugna: “Voglio trasformarlo in uno strumento educativo per le scuole”, una sorta di role play, insomma, per insegnare ai ragazzi cosa è il consenso.

Questa volta non ci sarà registrazione né dati catturati. Ma francamente crediamo che l’evoluzione non solo non sarà un successo, ma non andrà in porto. Probabilmente è solo una scusa per andarsene dalla ribalta con un po’ di classe dopo una pessima, pessima figura.

1 ottobre 2014

Good2Go, l'app che vorrebbe rendere più sicuri i primi approcci


Immaginatevi di essere a una bella festa, di quelle alcoliche, e di aver incontrato il partner dei vostri sogni. Questo individuo, non importa il sesso, è esattamente quello che avete sempre sognato di incontrare a un party - quando di solito l’aspettativa è molto superiore alla realtà dei fatti. Ma stavolta scocca la scintilla, siete pronti ad entrare in azione. Con uno sguardo passionale… Estraete lo smartphone e gli fate riempire un questionario:

    Are we Good2Go? (traduciamolo con “Andiamo via assieme?”)

  • No, grazie
  • Sì, ma… dobbiamo parlare
  • Sono pronto, andiamo pure

Romantico, vero? Ecco come funziona l’app Good2Go, che si prefissa l’obiettivo importantissimo di stabilire informaticamente il consenso per i rapporti sessuali. La fanno semplice: riempi un formulario, e si potranno spalancare i cancelli dell’amore. Ma attenzione, Good2Go è una governante particolarmente attenta e severa. Se il futuro partner sessuale afferma di essere pronto ad imbarcarsi nell’avventura romantica in questione, parte un SECONDO questionario, che chiede il livello di sobrietà. E nega il permesso di ..ahem, farlo, a chi si dichiara “Devastato”.

Privacy e rapporti consensuali


Inutile dire che c’è qualche serio problema concettuale alle spalle di questa idea. Il suo target sarebbero i giovani in “età universitaria”, che la creatrice dell’app (indovinatelo, una mamma) ritiene abbiano ancora bisogno di una sorta di “set di rotelle” per farsi aiutare a gestire la vita sessuale.

Trovo di base piuttosto stupido pensare che qualcuno, che abbia 19 o 49 anni, sia disposto a sbattere in faccia a un possibile e ancora sconosciuto partner un questionario, per quanto lucente e tecnologico. Secondariamente, un rapporto consensuale non si può stabilire grazie a un tap del dito su un touchscreen. Good2Go suona davvero troppo come una sorta di permesso preventivo, un “da questo punto fai come vuoi”. Non è rassicurante.

Ma non finisce qui: Good2Go registra persino i dati dell’utente. Teoricamente all’interno dell’app verrà archiviato quante volte avete fatto l’amore, con chi e quanto eravate sobri - e richiede di registrarsi con nome e numero di telefono. E questi dati mi sembrano essere tutt’altro che al sicuro. Se proprio volete installare questa app, leggetevi i termini di servizio, non credo vi piaceranno.

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