Una class action americana si scaglia contro la privacy delle applicazioni per iPhone

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La questione della privacy delle applicazioni mobili non è nuova. Da qualche mese gli esperti mettono in dubbio la tutela di questo diritto dichiarando che alcune applicazioni inviano, senza avvisare l'utente, informazioni riservate verso alcuni centri dati.

Le società, come Apple, per adesso hanno fatto finta di niente, lasciando che la cosa si spegnesse da sola. Ora, però, c'è una class action, cioè un'azione legale collettiva negli Stati Uniti. Lo studio legale KamberLaw di New York ha citato in giudizio la società di Cupertino perchè alcune applicazione inviano informazioni come orientamento sessuale ed età verso alcuni network non autorizzati.

Quello dello studio legale è di sicuro un pretesto per tentare di raggiungere un accordo extracontrattuale e incassare un bel po' di denaro. Apple ora dovrà dimostrare di aver adottato tutte le misure idenee a proteggere la privacy degli utenti. La cosa certa è che non potrà più far finta di nulla.

[via businessweek]

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