Smartphone di Facebook: ecco perché non funzionerà

Lo smartphone di Facebook

Lo smartphone di Facebook è un’idea sbagliata? Anche Facebook può sbagliare, nonostante tutti i miliardi di dollari di capitale su cui può contare, e nonostante le brillanti menti che ne hanno fatto uno dei siti web più visitati al mondo? Perché questo smartphone, dal nome in codice Buffy e del quale si sa ancora poco, è già destinato a finire nel “dimenticatoio”?

Le motivazioni potrebbero essere tante, a cominciare dal fatto che non è sicuramente una novità assoluta. Essendo un telefono realizzato da Facebook, è normale che sia incentrato sulla possibilità, per l’utente, di accedere velocemente e facilmente ai servizi che l’aziende offre. Ma già in passato sono stati realizzati altri smartphone pensati appositamente con questo scopo e non hanno fatto breccia nel cuore (e nei portafogli) degli utenti.

Facebook, per il suo telefono, ha deciso di affidarsi ad una versione modificata in casa di Google Android. Dato che Google e Facebook sono concorrenti da più punti di vista, non ultimo quello dei social network, soprattutto dopo la nascita di Google+, quante possibilità ci sono che Google permetta al Facebookfonino di avere successo? Onestamente poche, anche a costo di “giocare sporco”, ad esempio limitando alcune funzionalità sugli smartphone di Facebook.

Un’altra considerazione che mi viene in mente è: Facebook è stato accusato in passato di “rubare” i dati personali dei suoi utenti e di rivenderli a terze aziende di marketing. E’ una cosa che ha tenuto FB sul filo del rasoio per diverso tempo. Quanta gente sarà disposta ad acquistare un telefono creato da Facebook stesso, che darebbe all’azienda ancora più possibilità di accedere ai propri dati personali?

Infine, guardando in un ottica futura, ritengo non ci sia decisamente possibilità di concorrenza tra il FacebookPhone e l’iPhone, leader attuale del mercato. L’iPhone è un’istituzione contro cui Google e gli altri (come RIM e Nokia) stanno combattendo con più o meno successo giorno dopo giorno. Non c’è proprio spazio anche per un altro concorrente che parte, praticamente, da zero.

Via | Forbes.com

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