Android e frequenza degli update, non ci siamo ancora

Android

I telefoni Android sono più a rischio rispetto ad altri smartphone di aziende concorrenti. Lo dice la ricerca “The Most Vulnerable Smartphones of 2011”, che ha stilato una classifica degli smartphone più soggetti a vulnerabilità. Tutti sappiamo che la sicurezza è una cosa essenziale, sotto ogni punto di vista, anche quello degli smartphone. Secondo l’analisi compiuta dalla Bit9, il tuo titolo tradotto in italiano suona come “Gli smartphone più vulnerabili del 2011”, Android di Google è risultato essere uno dei telefoni meno aggiornati da parte delle relative case produttrici.

La colpa, secondo Harry Sverdlove, CTO of Bit9, è delle case produttrici, che non applicano con la dovuta frequenza le patch di sicurezza ai loro prodotti. E’ ovvio che quando si vuole acquistare un nuovo smartphone, sia per uso personale che per uso lavorativo, una delle cose a cui più si pensa è la facilità di uso dello stesso, la completezza delle funzioni e, ovviamente, la possibilità di tenerlo sempre aggiornato con le varie patch di sicurezzaiPhone della Apple è decisamente uno dei migliori smartphone in assoluto. Per esperienza personale, la casa di Cupertino è sempre molto puntuale con i suoi aggiornamenti, che vengono messi a disposizione degli utenti via OTA attraverso iTunes.

La ricerca svolta da Bit9 mette in evidenza come aziende del calibro di Samsung, HTC, Motorola, Sanyo, LG e Sony siano lente nell’applicare ai loro telefoni gli aggiornamenti alle ultime e più sicure versioni di Android. Secondo la ricerca, che potete leggere a questa pagina, i tre smartphone più vulnerabili in assoluto sono il Samsung Galaxy Mini, l’HTC Desire e il Sony Ericsson Xperia X10.

Sicuramente le varianti e il fatto che chiunque può modificare il sistema operativo, è allo stesso momento un punto di forza ed un punto di debolezza per Google e per le aziende che ne usano il sistema operativo. Se, infatti, da un lato si assiste ad una grande personalizzazione, dall’altro le aziende possono scegliere la frequenza di aggiornamento che preferiscono. In questo caso non sempre personalizzazione è sinonimo di sicurezza.

Via | Informationweek.com

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