Lo scatto alla risposta è prezzo lecito o un balzello?

Prima di parlare di questa spesa ad inizio telefonata, va detto che nasce da una menzogna -un po' sorpassata- che motivava l'anticipo di conversazione sulla base di una nascente (e crescente) rete mobile, che andava sostenuta economicamente.

Poi la musica è cambiata: volete tariffe competitive? Pagate un po' di più prima.

Ma questo sembra un nonsense. Parlando del gestore mobile pioniere in Italia, che le speculazioni vogliono ormai vicino a Telefonica, basterà confrontare le due tariffe di punta, Unica New e Flash Tim: la prima prevede un costo al minuto di 19c€, la seconda di quasi 25c€. "Unica" in realtà è sconveniente, a causa dello scatto di 16c€, che porta a spendere per 60 secondi di conversazione 35c€, mentre per tre minuti (la media nazionale) la spesa sostenuta sarà di 73c€, quindi 24c€ al minuto (+25% rispetto al valore nominale).

Wind e 3, che sbandierano ai quattro venti la loro tariffa con costo nominale di 10c€/min, non stanno certo meglio: una telefonata di 60 secondi incide realmente per 25c€, tre minuti costano invece 45c€, una media di 15c€ al minuto (+50% rispetto al valore nominale).

Vodafone e Tim, gestori che possiedono una rete GSM/GPRS/EDGE capillare (si tratta solo di mantenimento), nel corso degli anni invece di ridurre o eliminare questo sovrapprezzo, lo hanno addirittura aumentato del 6%.

Inoltre, in passato Tim assicurava che lo scatto aveva una durata di 5 secondi; se la linea fosse caduta questa spesa sarebbe stata stornata. Ora perché non succede più?

Mediamente nel corso di un mese solare vengono effettuate 25 telefonate: questo significa che se avete ricaricato il cellulare con 25€ di traffico, in realtà perdete 4€. In buona sostanza pagate 30€, ma ne usate 21€ in nome "della convenienza".

Evviva la trasparenza.

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