Due interventi dal decreto sulle liberalizzazioni: costi di ricarica e contratti

gestori mobiliCome è stato rimbalzato tra le varie televisioni, il pacchetto delle liberalizzazioni di Bersani è stato approvato. L'aspetto principe che ci interessa è sicuramente questo (già tra l'altro discusso):

Telefoni cellulari. Vietata l'applicazione di costi fissi e contributi per la ricarica di carte prepagate. Abolita la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del credito acquistato.

I riassunti di alcuni giornalisti avevano fatto passare solo la teoria della SIM che non scade, invece qui potrebbe essere minata anche la teoria delle varie ricariche Power, Maxxi, ecc. (notoriamente, maggior traffico ma scadenza ravvicinata). A conti fatti quelle non sono ricariche? E non scadono, lasciando perdere tutto ciò che non viene consumato (in tempi brevi)?
Se sì, che ne sarà delle nascenti promo di 3 che dovrebbero durare "per sempre"?

Altro punto interessante è:

Libero recesso contratti tv, telefonia, internet. Il nuovo decreto stabilisce la libertà di "recedere o trasferire" senza "vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche o spese non giustificate da costi degli operatori" i "contratti stipulati per adesione con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazioni elettronica". Gli attuali contratti dovranno pertanto tenerne conto ed essere adeguati entro 60 giorni.

Addio quindi ai contratti ADSL della durata di almeno un anno? E tutti i contratti post-pagati che richiedono 18/24/30 mesi di vincolo (vedi il vergognoso Scegli 3New) faranno la stessa fine?

[i testi sono di Repubblica.it, le parti in grassetto del sottoscritto]

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