AGCOM detta le linee guida per i gestori: la legge va rispettata

agcom antitrust

Luca mi segnala una notizia molto importante per gli utenti telefonici. Attraverso una delibera AGCOM (che si trova qui), l'Autorità traccia delle linee guida a cui i gestori devono per forza di cose attenersi, pena multe salate.

Se prima applicare il decreto Bersani sembrava esser diventata una cosa "volontaria" (caso eclatante è Mediaset che fa scadere la propria carta prepagata per la payTV e fa perdere il credito), ora non potranno più nascondersi.

Credito residuo

Il credito residuo, definito come l’importo netto in un dato momento del rapporto contrattuale tra l’operatore e il suo cliente, dovrà seguire l'utente, anche se questo decidesse di cambiare gestore, proprio perché viene meno la presenza di un "limite temporale massimo di utilizzo del servizio acquistato". Come viene da loro detto:

La perdita dell’eventuale credito residuo, infatti, non può in alcun modo essere considerata una spesa giustificata da costi dell’operatore [...] creando delle barriere alle scelte degli utenti, e sarebbe quindi ritenuta sotto ogni aspetto illegittima.


Tempi per la portabilità

L'Autorità sancisce che il cliente deve conoscere il lasso di tempo che intercorre tra la richiesta di recesso e il trasferimento dell'utenza telefonica, per poter meglio valutare la situazione. Inoltre, viene fatto obbligo che questo tempo non superi i 30 giorni.

Penali

Viene scritto -con chiarezza inaudita-:

In ogni caso, l’utente non deve versare alcuna “penale”, comunque denominata, a fronte dell’esercizio della facoltà di recesso o di trasferimento delle utenze, poiché gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli “giustificati” da “costi” degli operatori.
Nello svolgimento della propria attività, pertanto, la Direzione verificherà che gli operatori pongano a carico degli utenti (ove necessario) esclusivamente le spese per cui sia dimostrabile un pertinente e correlato costo dai primi sopportato per procedere alla disattivazione o al trasferimento.

Questo significa che le penali arrotondate a 100€, 150€, 200€, ecc. non avranno più motivo d'esistere.
Inoltre, giusto per non farsi sfuggire nulla, l'AGCOM precisa che la portabilità del numero non giustifica alcuna imposizione di costi, perché -su base statistica- al numero di clienti uscenti corrispondono un simil numero di clienti entranti.

Questi sono in sostanza i punti chiavi della delibera. Basterà? Sarà simpatico vedere cosa faranno gli utenti 3, quando gli verrà notificata la rimodulazione unilaterale (che da diritto a recedere entro 30 giorni senza costi). Potranno così portarsi numero e -in taluni casi- una "valanga di credito" (non bonus, ma credito) verso altri lidi.

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