L'assistenza WIND fa ancora acqua da tutte le parti?

WindQuella in esame è una domanda lecita che si pongono giornalmente tantissime persone che si trovano in balia di un call center evidentemente mal organizzato e in cui diverse mele marce rovinano il buon lavoro di qualcuno.
L'errore di fondo parte proprio dalla scelta del numero da chiamare: il tuo assistente "preferito" sarà ritrovabile via 155, 158, 159, 800 990100, 803 155, 892 155, ecc. Prima di passare al comportamento del personale, è palese (non agli occhi di chi ha ideato questa diversificazione) che spesso e volentieri chi risponde -per il gusto di non lavorare o realmente- vi blocca e vi passa ad un altro numero, dicendo che il problema in oggetto non è di sua competenza.

Da diverse mail ricevute scopro che il gestore si sta adoperando sempre più in un'operazione di verifica della cosiddetta client-satisfaction, chiedono come sia stato il comportamento e la qualità delle risposte dei propri dipendenti.

Facendosi forza sul "pressapochismo aziendale" (in fondo all'articolo spiego il perché), una grossa fetta di nullafacenti sfrutta metodi ormai noti per evitare di lavorare: rimanere in silenzio alla risposta del cliente (senza capire che il rumore di sottofondo fa evincere che ci sia stato l'effettivo collegamento), mettere in infinita attesa per pretestuose verifiche, che si tramutano in una pausa caffé fino alla caduta della linea, e interrompere per la telefonia fissa dicendo "no guardi, è un problema di Telecom Italia" se in wholesale, che ho verificato diventare "no guardi, chiami il numero dedicato all'ADSL, perché se la voce non va deve essere sicuramente colpa loro" in accesso diretto.

Da una vicenda personale che vi ho raccontato a gennaio ho scoperto un altro metodo. All'epoca -problemi di ADSL- aprii per circa un mese e mezzo continue segnalazioni e solleciti di guasto, ogni volta accettate ma che richiedeva l'intervento di Telecom (che a quanto mi dicevano non era neanche stata avvisata). Dopo aver scisso il contratto ho fatto regolare richiesta di rimborso, come descritto dalla carta dei servizi, ma ho ottenuto una risposta pazzesca: "no guardi, noi rimborsiamo se viene aperta segnalazione di guasto; non essendo stata mai fatta non è autorizzato il pagamento". Con questa frase non solo hanno messo in dubbio le mie problematiche (e bastava verificare la quantità di chiamate all'155 fatte nel corso del mese e le decine di segnalazioni e solleciti che dovevano esserci, ma chiaramente si è rifiutato), ma ha messo in dubbio il sacrosanto diritto di ogni utente di vedersi restituire il maltolto -fosse pure solo il canone non sfruttato- perché il rimborso ha come anello debole una scelta univoca dell'assistenza, aprire o meno segnalazione.
E infatti la risposta del ragazzo alla mia "ma una volta che espongo il problema come faccio a sapere se viene aperta segnalazione?" è stata scioccante: "deve fidarsi o cambiare compagnia".

Infine, mettetevi il cuore in pace quando la gentile voce registrata vi dice "Attenzione, l'attesa potrebbe durare più di 3 minuti", perché il rischio che si tramutino in 15, 20 o 30 minuti è pressoché certo.

Prima ho parlato di "pressapochismo aziendale": sono anni che questo problema peggiora l'azienda (un'azienda seria si può definire tale se ha un'assistenza almeno sufficiente), perché la casistica di nullafacenti e incompetenti -normalmente in percentuale ridotta- è invece dilagante; non è mai stato fatto nulla di concreto, oltre a qualche comunicato e ad una statistica interna disponibile nel bilancio di fine anno. Domanda: perché non far tornare in auge il vecchio ma funzionale codice identificativo univoco dell'operatore?
La risposta è proprio qui: se WIND tenesse all'utenza e non solo ai profitti (chiaro che il connubio "dipendenti pagati poco, lavorano poco" vale sempre) potrebbe attivare solo questo sistema e raccogliere le informazioni dai clienti, che avrebbero modo di segnalare i soprusi.

È chiaro che tutto questo potrebbe essere allargato alle altre compagnie, ma al momento ci focalizziamo sulla nomea del gestore arancione.
Rispondete alla domanda qui sotto su base personale, magari raccontando nei commenti la vostra storia:

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