Tim Tribù a Vitamine: una rivoluzione non ancora completata

Telecom Italia Mobile - TIMTim sta sfruttando nella sua ultima campagna pubblicitaria la community Tribù, resa da pochi giorni ancor più appetibile ed interessante rispetto alle sue altre tariffe base.
La teoria in cui il gestore nostrano ha deciso di buttarsi è quella di dividere il più possibile i clienti in due fasce: gli altospedenti, che si affideranno a contratti full come le TuttoCompreso, e che gli garantiranno un rendiconto mensile costante e sicuro, e i fidelizzati (non più bassospedenti). Questi ultimi, in controtendenza con ciò che alcuni altri gestori hanno fatto, non sono garantiti dalla presenza di un obbligo di ricarica, ma da una fetta importante di community -nello spot si parla già di 3 milioni, in numero sarebbe come dire circa il 40% dei clienti 3 Italia- legata a doppio filo ad un'opzione di cui, tuttavia, non ne conoscono le sorti.

Diversamente da quanto accadde nella prima versione Tribù (per sempre), ora l'azienda si è trincerata dietro un piano base assai sconveniente, su cui far attivare l'opzione Vitamine, a scadenza; cosa accadrà poi è ignoto: probabilmente, visto il successo, verrà rinnovata e così fino a quando ci sarà convenienza a puntare su questo nuovo brand; poi "chi vivrà vedrà".
La cosa che fa riflettere è però come questa nuova costruzione risponda efficacemente alla richiesta di molti di fronteggiare la concorrenza in termini di micro-flat (Noi2 di Wind in testa).

Ipotizzando un uso massivo anche solo verso un numero amico (convertito alla Tribù pagando 1€ di cambio piano), in 30 giorni svilupperete un costo di 7.50€ (maggiore rispetto ai 3€ richiesti da Wind), ma che moltiplicano di decine di volte il numero di minuti compresi (da 300 a 30000). La convenienza chiaramente starà nei giorni in cui non sfrutterete l'opzione e che quindi non vi vedrà scalare il costo della Vitamina.

L'unico errore definibile macroscopico in questa tariffa, e che chiaramente non convince chi ha l'opzione a 1€cent a vita (la prima pubblicizzata, di cui vi parlavo qualche riga fa) riguarda gli SMS/MMS. Pur volendo mantenere uniformato il costo di 25€cent come "gettone giornaliero", sarebbe stato più sensato far convergere le due opzioni in una, perché, tranne per chi fa uso davvero importante di messaggi testuali, la perdita rispetto alla versione precedente è esorbitante (per andare in pari con i messaggi standard bisogna mandarne almeno 25 al giorno).
Resta infine l'incognita sul costo degli SMS verso tutti, inizialmente previsti a 9€cent/cad. e nell'ultima versione riconvertiti a 15€cent/cad. Sono principalmente questi i due dettagli che bloccano la migrazione dei vecchi clienti.

Un passo avanti per rendere la Tribù a Vitamine un piano realmente appetibile sarebbe non solo quello di rivedere i costi di SMS e gettone associato -come appena detto-, ma pure quello di prevedere l'accorpamento della vitamina SMS e di quella MMS (e perché no, quella della Voce e della Videocall?). Resta inteso che il successo di questa operazione commerciale si vedrà sul lungo termine, perché l'errore fatto la prima volta fu proprio quello di togliere il piano in fretta e furia e non produrre alcuna promozione interessante per la "community".
Se si saranno fatti bene i conti, probabilmente per Natale e le feste a venire -oltre alle solite Carte Vacanze che garantiranno minuti e SMS a profusione, avremo la "Carta Vacanze Tribù" che regalerà un elevato numero di Vitamine (da sfruttare entro la Befana) in cambio di un piccolo contributo, perché avendo creato una community che risparmia già a chiamarsi al proprio interno, non c'è modo di far mandar giù delle normali promozioni in stile "Maxxy Day Vacanze".

In tutto questo dovrà inserirsi anche la risposta che Vodafone sta con ogni probabilità preparando, visto che i giovani (di nomea legati al gestore inglese), stanno sempre più convincendosi che prendere "le vitamine" sia una cosa assai migliore.

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: