WiMAX corre nel mondo e frena in Italia

logo WiMAXE' facile in questo Paese affidarsi ai luoghi comuni, dire che una situazione è stata gestita all'italiana ha lo stesso significato per tutti. Anche questa volta, purtroppo, non possiamo nascondere che l'affare WiMAX, che potrebbe creare molta competitività sul territorio, lo si sta gestendo all'italiana.
Mentre negli Stati Uniti l'ITU (International Telecommunication Union) ha ufficializzato questa tecnologia come protocollo 3G a tutti gli effetti, in Italia assistiamo alle solite bagarre tra chi vuole il monopolio e il supporto alle lobbie e chi, invece, vorrebbe concorrenza o addirittura la gratuità per far avanzare tecnologicamente il Paese.

Anti Digital Divide, ad esempio, riporta la notizia che il bando è stato impugnato dalla società MGM Production Group Srl che vorrebbe che le licenze non andassero ai soliti noti (H3G, Telecom Italia SpA, TIM Telecom Italia Mobile SpA, Vodafone e Wind Telecomunicazioni) ma anche ad altre entità che potrebbero creare concorrenza e riduzione delle tariffe per la navigazione.
Dall'altro lato Corrado Calabrò, presidente di Agcom, afferma che le frequenze non sono sufficienti: "Ringrazio il ministro Parisi per le frequenze messe a disposizione, erano anni che l'autorità insisteva", afferma e continua, "Devo però dire che non sono sufficienti. Auspico che indipendentemente dal catasto delle frequenze che stiamo inventariando il ministero della Difesa, riguardando bene le proprie esigenze, possa mettere a disposizione altre frequenze".

Come finirà tutta la storia? Speriamo che la rete vinca.

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