Curiosity, il misterioso cubo di Molyneux

Curiosity

Qualunque videogiocatore incallito – ed anche quelli un po’ meno – avrà sentito il nome di Peter Molyneux. Prima con Bullfrog productions e poi con Lionhead, Molyneux ci ha portato famosi titoli come Populous e Dungeon Keeper o le più recenti serie di Black&White e Fable.

Ora, dopo alcuni mesi di anticipazione, è stata finalmente data vita alla sua ultima creazione dall’appetitoso titolo di “Curiosity: what’s inside the cube?”.
La nuova impresa di Molyneux è stata prodotta non più sotto il nome di Lionhead Studios ma sotto quello della nuova compagnia fondata quest’anno dall’ex CTO della suddetta Lionhead e che prende il nome di 22Cans.

L’idea sembrerebbe, a primo acchito, banale o sciocca; un misterioso cubo contiene al suo interno qualcosa di straordinario e lo scopo del gioco è rompere appunto questo cubo e scoprire cosa esso nasconde. Il gioco, se così si può chiamarlo, è tutt’altro che semplice e l’idea risulta molto complessa.

Il cubo è condiviso dall’intero bacino di utenti che scaricheranno l’app e consta di milioni, se non miliardi, di tanti piccoli cubetti che lo compongono e che vanno distrutti uno per uno, toccandoli. Per poter raggiungere ogni strato del cubo, inoltre, è necessario prima aver pulito completamente il precedente.

Questo sarà possibile grazie ad un’intensa cooperazione da parte dei partecipanti, atta a rendere più semplice la scomposizione del gigantesco cubo. Non fosse che solamente un utente potrà dare il “tap” finale e scoprire cosa nasconde il cospicuo costrutto di poligoni, avendo poi facoltà di decidere se rivelarlo al mondo.

Curiosity

Oltre a queste semplici regole, poi, esiste un sistema di bonus e strumenti, utilizzabili per un tempo limitato, che faciliteranno il lavoro ai giocatori. Spaccando ogni cubetto si guadagnerà una moneta virtuale – di più per ogni serie di cubetti rotti senza soluzione di continuità – con cui poi comprare i suddetti utensili, acquisibili in alternativa tramite acquisto in-app, con un costo che varia dagli 0.89$ per lo scalpello base agli 80.000$ per quello di diamante, in grado di rompere 100.000 cubetti alla volta.

Curiosity

Molyneux asserisce che “Non si tratta di un esercizio di lucro”. È stimolante guardare al tutto come ad un gigantesco test sociologico che spazia dal mix di collaborazione e competitività all’impatto che l’intera comunità di Curiosity avrà sulle facce del cubo, tra “opere d’arte”, messaggi e volgarità.

Il gioco è già disponibile nel Play Store per Android e nell’App Store per iOS. Non resta che vedere quale risposta darà questo esperimento - il primo di 22 secondo quanto riportato dagli store – alla domanda precipua che si pone. Riuscirà Curiosity a riunire il mondo?

Via | TheVerge.com

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