"Vendere prodotti TIM? Sempre più difficile!": parola dei negozianti

Telecom Italia Mobile - TIMI lettori più assidui sapranno il filo diretto che mi lega ad alcuni negozianti, sia in forma fissa che come contatto estemporaneo. I commenti piovuti dopo la convention organizzata da TIM qualche giorno fa, sia pubblicamente che direttamente al sottoscritto, si uniscono decisamente sotto la stessa ala negativa e possono essere riassunti come un "ora sarà più difficile vendere".

Dopo il decreto Bersani, fu portato a vessillo dall'ex monopolista il concetto di "trasparenza", di convenienza senza sosprese. All'epoca molti addetti ai lavori erano stati abbastanza chiari nel dire cose del tipo "con una perdita di 3-400 milioni dovranno fare marcia indietro". Effettivamente l'abolizione del costo di ricarica non ha fatto certo gioire le casse dei nostri operatori, pur danneggiando maggiormente quelli più piccoli. TIM ha fatto esattamente ciò che nel settore tutti si aspettavano: pensionare tariffe accattivanti fatte e mantenute a cavallo della rimodulazione (quindi, non di modificarle) e presentarne di altre decisamente più costose, facendole passare per la cosa più cool possibile.

Easy TIM new altro non è che una versione più costosa dell'originale; Tim Club, resasi celebre per lo spot di Persichetti a cui dicevano "paghi solo quello che consumi, senza scatto alla risposta", non ha trovato eguali; le promozioni stagionali sono peggiorate drasticamente. Tutto questo consci del fatto che i costi di interconnessione stanno per scendere.

Moltissimi hanno ventilato, ricalcando notizie di corridoio, un pensionamento forzato anche per la rediviva TimTribù, prima elogiata, poi bistrattata e successivamente ripescata nei meandri dei brand del gestore.

Attualmente questa chiusura dell'opzione non si è concretizzata, pur considerando che di base ha una tariffa non più in vendita (proprio la TIM Club). Ma se i clienti fidelizzati sono più di tre milioni che bisogna fare?
In tempo di forte concorrenza per portabilità è chiaro che non si può chiudere il recinto; la scappatoia però esiste, e ha un nome chiaro: opzione. A differenza delle gloriose Tim Tribù OLD (per intenderci, quelle dove tutto costava 1€cent), l'attuale versione A Vitamine porta con se una scadenza, già prorogata una volta, attualmente stabilita al 31 dicembre 2008.

Cosa accadrà poi non è dato saperlo, tuttavia il gestore potrebbe motivare che la tariffa base (attualmente 19€cent/min verso tutti e 9€cent/min verso la Tribù) potrebbe essere già più che sufficiente; chiaro è che una proroga, dopo un eventuale pensionamento, non avrebbe alcun senso.

Si è chiusa quindi, qualche giorno fa, quella che è stata bollata come la peggiore convention TIM degli ultimi anni: vendere diventa difficile, perché le tariffe competitive sono solo un ricordo, gli abbonamenti sono stati profondamente rivisti e solo pochi terminali hanno visto scendere il proprio prezzo.
Tutti parlano di iPhone, ma è probabile che possa esser legato ad una TuttoCompreso New (per esigenze di connessione) che, casualmente, hanno visto tagliare il quantitativo di MB offerti a forfait.

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