Italia: mercato di SMS e suonerie

gestori mobiliPer quanto non si dica, in Italia, luogo universalmente conosciuto non solo per l'esistenza preponderante delle carte prepagate sugli abbonamenti, ma anche per la grossissima penetrazione di sim mobili e telefonini rispetto al totale, vige ancora la regola che un sms sia meglio di una telefonata.

Secondo un rapporto della School of Management del Politecnico di Milano, il business che ruota intorno al mercato mobile e che raccoglie qualcosa come 1 miliardo e 100 milioni di euro l'anno, è ancora primeggiata dai messaggi testuali. L'Italia, che sembra sempre il fanalino di coda in tutto, è in realtà luogo di sperimentazione in questo settore e vende qualcosa come 43 cellulari al secondo (23 milioni all'anno).

A prescindere però dai servizi avanzati o avanzatissimi che mettono in campo le varie TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, il 36% dei clienti preferisce sfruttare il buon, vecchio e caro SMS. "Caro" soprattutto, perché -pur non essendo fatta da loro questa considerazione- i gestori lucrano in modo pesantissimo su questo servizio, che -ricordo- non vede una flessione di prezzo dalla sua nascita. Basti pensare che una telefonata è crollata anche di 10 volte come costo al minuto (ma anche qui, c'è l'anomalia dello scatto alla risposta), l'sms in media si continua a pagare sempre e comunque 15€cent (ex 300 Lit).

Altro grande business tutto italiano (e qui, a mio avviso, un po' di vergogna ci starebbe) sono i loghi e le suonerie: 300 milioni di fatturato e 32% di utilizzo, cose da far impallidire nei confronti con l'estero. La speranza, afferma questa ricerca, è che con il diffondersi di flat dati mobili e di telefonini come l'iPhone (menzionato da loro!), gli italiani investano in altri servizi oltre agli SMS e alle suonerie, uscendo un po' da questo stereotipo che ci contraddistingue.

[via repubblica]

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