Google Babble, la nuova messaggistica di Big G

new Google Babble

 

Quante volte lo abbiamo detto che la messaggistica istantanea è un terreno su cui si gioca una fondamentale battaglia del mondo mobile. Da un lato c’è WhatsApp che ormai farà pagare (giustamente) tutti, dall’altro lato tuti gli inseguitori tra cui alcuni molto agguerriti come Facebook Messenger ma anche Samsung che con ChatON sta introducendo molte novità, e una pletora di realtà minori, ma tra loro si può nascondere un nuovo outsider, come, lo ribadiamo, Yuilop, MessageMe, LINE la stessa Apple con iMessage. Ma aspettate un attimo. Tra i grandi nomi ne manca uno: eh sì, è proprio Google.

Una nuova chat per domarle tutte


Paradossalmente Big G ha introdotto negli anni moltissimi modi di comunicare, forse anche troppi, tanto che nessuno di essi è diventato uno standard che va bene sempre e per tutti. Adesso le cose potrebbero cambiare, Big G si è accorta della lacuna e potrebbe presto introdurre Google Babble, un sistema di messaggistica unificata che va bene per i browser, per i tablet, per gli smartphone e che si legherebbe a realtà consolidate come Chrome e Google+, se volete aggiungeteci pure Gmail.

Non semplici messaggi ma interazioni


Una sorta di strumento per contrastare Apple ma anche BlackBerry, storico il suo BBM (BlackBerry Messenger) basato sulle conversazioni, sugli argomenti da trattare più che sui partecipanti alle conversazioni stesse.

Babble significa chiacchiera, chiacchiericcio ma richiama anche Babel, la torre di babele dalle mille lingue dove tutti parlavano ma non si capiva nulla. Adesso la torre potrebbe essere demolita a Mountain View e chissà che non si possa anche comunicare con persone all’estero grazie a una traduzione istantanea dei testi, un po’ come ha fatto recentemente ChatON.

Google Wave da non ripetere


Qualche indicazione in più forse l’avremo a Maggio, in occasione del Google I/O 2013, quando scopriremo come da Big G si vogliono tenere in contatto le persone, e non con semplici messaggi one-to-one oppure di gruppo, come fanno tutti gli altri, ma con livelli di interazione che vanno ben oltre. Unico accorgimento: non ripetere l’esperimento Google Wave. Abbiamo visto com’è naufragato malamente.

Via | Mobileshub

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