Batterie smartphone, carica al 70% in due minuti e durata pari a 2 anni

Recenti studi hanno dimostrato che la batteria degli smartphone potrebbe durare venti volte di più ed essere caricata al 70% in soli due minuti

batteria smartphone

Sappiamo bene che uno dei problemi maggiori degli smartphone sta proprio nella batteria, nei suoi tempi di ricarica e anche nella durata in termini di ciclo: dopo un determinato numero di ricariche, infatti, la batteria va sostituita e questo comporta un'ulteriore spesa per il consumatore (che magari già ha acquistato un Samsung Galaxy Note 4 dal prezzo allucinante). Sappiamo anche, però, che le varie aziende sono al lavoro su nuove tecnologie che permettano di ridurre il numero di problemi legati alla batteria e i ricercatori della Nanyang Technology University ne sanno qualcosa: tutti, infatti, stanno lavorando a una batteria che sia in grado di ricaricarsi al 70% in soli 2 minuti e che abbiano una durata pari a 10mila cicli (circa 2 anni), venti volte di più, insomma, rispetto a quella delle batterie standard.

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Come sarebbe possibile fare tutto ciò? Semplice, almeno da spiegare: invece di usare la grafite, i ricercatori pensano che siano meglio i nanotubi di diossido di titanio per l'anodo (qui trovate un interessante approfondimento di elettrochimica, qualora vogliate saperne di più su ciò che avviene nella batteria durante la ricarica).

Il vantaggio non sarebbe soltanto quello di aumentare le prestazioni finali della batteria ma anche quello di farlo con minori investimenti (tolti quelli sulla ricerca): il costo dei nanotubi di titanio è infatti molto inferiore a quello della grafite e, per di più, gli stessi nanotubi risultano facili da produrre.

Migliorare la batteria? La proposta di SunPartner


Ma non è finita qui, perché i metodi in fase di sperimentazione sono tantissimi: la soluzione, forse, potrebbe stare nella luce solare, e a spiegare perché è stata - nel lontano giugno 2013 - una non molto nota società francese, SunPartner, presentando il suo nuovo schermo trasparente che permette di aumentare l'autonomia del vostro dispositivo a un ottimo +20%: si tratta di una tecnologia ancora in via di sviluppo, e che andrà sicuramente ad affiancarsi a quelle sulle quali si sta lavorando già da un po'; visti gli accordi stretti, tra l'altro, pare difficile che cadrà nel dimenticatoio.

SunPartner - ancora alle prime armi, essendo una start up - ha spiegato di aver testato la tecnologia con un "certo numero di produttori": il display a energia solare consiste in uno schermo trasparente che permetterebbe alla luce di ricaricare il device; tale trovata sfrutta le strisce di celle solari alternate a pellicola trasparente: queste strisce, ovviamente, non vengono visualizzate, perché sotto si trova uno strato di piccole lenti che diffonde l'immagine dallo schermo e risolve tutto. Per il momento la trasparenza è pari all'82%, ma la società assicura che si potrà arrivare a un buon 90.

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E che dire del costo? Parliamo di 2.3 dollari. Un'alternativa senz'altro valida, anche se meno promettente, diciamolo, rispetto alla prima: vi aggiorneremo non appena sapremo altro sull'avanzare dei lavori e degli studi.

Via | Engadget |  Android Authority

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