WhatsApp e Skype presto banditi in Arabia Saudita, Viber lo è già stato

No, non vi preoccupate, qui da noi tutto sarà come prima. I tempi sono duri per WhatsApp - ma anche per alcuni suoi compari come Viber e Skype, tanto per fare dei nomi conosciuti – nella non troppo lontana Arabia Saudita.

WhatsApp bloccato

 

A dire il vero Viber è già stato bandito questo mese e WhatsApp potrebbe esserlo presto. Ma perché questo accanimento contro VoIP e messaggistica istantanea?

La CICT sorveglia e...blocca


Come avvenne qualche tempo fa per il BlackBerry Messenger, presto in arrivo anche su iOS e Android ricordiamo, la CICT (Communications and Information Technology Commission) lo farebbe innanzitutto perché risulta difficile monitorare messaggi e conversazioni che transitano attraverso questi strumenti, poi perché gli stessi privano i locali operatori del guadagno che deriva loro da chiamate e messaggi.

Impossibile intercettarli e guadagni più bassi


Quest’ultimo, si sa, viene depauperato dai moderni software di comunicazione che relegano chiamate voce tradizionali, SMS e MMS a un ruolo marginale. Viber non ha voluto cooperare con i gestori locali per la qual cosa è stato bloccato mentre WhatsApp e Skype sono stati interpellati ma non hanno ancora risposto alle richieste: non lo dovessero fare toccherebbe loro la stessa sorte dell’azienda israeliana probabilmente prima del 9 luglio, inizio del Ramadam.

WhatsApp e Skype si adegueranno?


Come sappiamo l’utilizzo di Internet da quelle parti, specialmente di Facebook, è davvero notevole; a ciò si aggiunga la massiccia presenza di immigrati che lavorano in Arabia, tenendosi in contatto con parenti e amici nei rispettivi Paesi d’origine con programmi come quelli elencati.

Più che un problema di sicurezza, il problema è legato ai mancati guadagni degli operatori. Si riuscirà a trovare un accordo prima che (nuovi) messaggi e chiamate smettano di veleggiare nell’etere?

Via | News Yahoo

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